DiMartedì | Puntata 22 marzo 2016

DiMartedì: la puntata del 22 marzo 2016

  • 21.17

    La puntata si apre con l’Abracadabra baby.

  • 21.19

    Il ministro degli Esteri Gentiloni.

  • 21.19

    Gentiloni: “La minaccia è ancora forte, c’è. Anche in Italia c’è il massimo impegno delle forze di sicurezza”.

  • 21.21

    “Non possiamo smettere di viaggiare, di andare a teatro o al cinema. L’Importante è non rinunciare ai nostri stili di vita”.

  • 21.27

    Enrico Letta: “Sì, siamo in guerra, l’Europa è sotto attacco”.

  • 21.29

    Letta: “Serve una risposta democratica, non violenta, ma dura”:

  • 21.33

    Maurizio Crozza

  • 21.35

    Crozza: “Siamo in guerra, perché io sono in onda stasera? Siamo in guerra, i politici non ce lo dicono, ma tra i comici la notizia circola già”.

  • 21.40

    Letta: “Nessun pezzo del territorio europeo può sentirsi sicuro oggi”.

  • 21.45

    Letta: “L’Islam radicale nasce all’interno delle nostre società, nei quartieri delle nostre città”.

  • 21.47

    Letta: “Collegare gli attentati con l’immigrazione è una reazione istintiva, ma bisogna distinguere: gli attentatori di cui stiamo parlando sono cresciuti in Europa”.

  • 21.51

    Secondo Letta servono un “Fbi europeo, una difesa coordinata”.

  • 21.56

    Meloni: “Noi siamo sotto attacco perché c’è qualcuno che odia la nostra cultura e la nostra civiltà. È un tema complesso. Letta rispetto a Renzi mi pare un gigante: ha ammesso che siamo in guerra”.

  • 21.57

    Meloni: “Quando si è sotto attacco o si reagisce o si muore”.

  • 21.58

    Meloni: “Isis è a 400 km da casa nostra. La comunità internazionale dovrebbe sostenere i governi legittimi che combattono i fondamentalismi”.

  • 21.59

    Haddad: “Siamo tutti vittime, ma anche tutti complici. Abbiamo tutti aiutato la nascita dell’Isis. Il silenzio europeo quando c’era la guerra in Siria era complice”.

  • 22.02

    Luttwak: “Attribuire la colpa del terrorismo alla situazione socio-economica dell’Europa non ha senso, le ragioni sono ideologiche perché il terrorismo c’è anche fuori dall’Europa”.

  • 22.06

    Haddad: “C’è ignoranza nella comprensione dell’Islam. Alcuni versi del Corano incitano alla violenza, è vero, ma l’America ha sfruttato l’ignoranza”.

  • 22.07

    Haddad: “L’America ha incassato 100mld di dollari dalla vendita delle armi all’Arabia saudita”. De Bortoli: “Al gioco del siamo tutti complici non ci sto”.

  • 22.09

    Vito Mancuso: “In questa guerra la religione c’entra come collante ideologico”.

  • 22.11

    Sallusti: “Il Belgio negli Anni ’70 è stato il primo Paese in Europa ad aprire le porte, senza se e senza ma, all’immigrazione musulmana. Il problema è l’immigrazione”.

  • 22.13

    Ruotolo: “Io non mi sento in guerra con i musulmani, ho tanti amici musulmani. Bloccando le frontiere non si risolve il problema”.

  • 22.14

    Meloni: “L’amministrazione Obama ha responsabilità importanti, ha fatto errori gravissimi, non ha voluto distruggere Isis”.

  • 22.14

    Meloni: “Non si può dire che il fondamentalismo è una reazione alle politiche dell’Occidente, perché è un problema insito nella cultura islamica”.

  • 22.15

    Luttwak: “Il quartiere colpito oggi, Molenbeek, è pieno di islamici che non vogliono integrarsi”.

  • 22.20

    Meloni: “A Roma ci sono più di 100 moschee illegali, non le ha ancora chiuse nessuno”.

  • 22.23

    De Felici dell’Ansa: “C’era patto non scritto fra Belgio e islamici di Molenbeek”.

  • 22.24

    De Bortoli: “In Europa ci sono tante zone grigie”.

  • 22.26

    L’ambasciatore italiano in Belgio Vincenzo Grassi: “Non ci sono aggiornamenti sulle vittime. Non ci sono feriti gravi italiani, per ora”.

  • 22.28

    Grassi: “C’è un numero limitato di casi in sospeso, di italiani che ancora non sono riusciti a mettersi in contatto con i famigliari”.

  • 22.35

    Il ministro Gentiloni: “È difficile fare previsioni. Il Belgio ha una concentrazione di foreign fighters molto alto. L’Italia però non può considerarsi fuori dalla minaccia. Noi vinceremo questa battaglia, deve essere molto chiaro che tra la democrazia e il terrorismo, tra la vita e la morte, alla fine non c’è partita”.

  • 22.39

    Gentiloni: “Per compiere un atto ignobile come quello di stamattina bastano due persone. Il Paese deve essere unito e pronto ad affrontare prove difficili”.

  • 22.40

    Gentiloni: “Molti degli attentati avvenuti in questi mesi in Europa non sono legati all’immigrazione. E questo non ci rassicura”.

  • 22.44

    Gentiloni: “”Sicurezza non è solo militare, è necessario un lavoro culturale e sociale che il governo fa”.

  • 22.44

    Gentiloni: “Non siamo in guerra con Libia. Non stiamo entrando in guerra. E al momento non stiamo andando in Libia”.

  • 22.46

    Le foto dei presunti attentatori.

  • 22.52

    Un servizio racconta la Casilina, un quartiere romani ad alta concentrazione di musulmani.

  • 22.52

    Ruotolo: “Questa non è una guerra di religione, è un giochetto in cui io non cado”.

  • 22.54

    Ruotolo: “C’è bisogno di più Europa, non di meno Europa. Non serve alzare i muri”.

  • 22.55

    Fassino precisa: “Non c’è nessuna ragione politica o di religione che legittimi l’assassinio di una persona”.

  • 22.58

    Bertolaso: “”Ci sono intere periferie di Roma dove la gente non esce fuori di casa la sera per paura. Serve tolleranza zero verso qualsiasi mancanza di regole”.

  • 22.59

    Fassino: “Il 17% della popolazione di Torino è straniero. Qui c’è un alto livello di integrazione”.

  • 23.02

    Giada Zampano: “L’Italia è sempre stata sull’orlo del baratro per l’economia, ora anche per immigrazione e sicurezza”.

  • 23.02

    Elisa Calessi: “La zona di San Pietro a Roma è militarizzata. La guerra con i terroristi è impari: loro sono disposti a morire”.

  • 23.04

    In un servizio le ronde organizzate dai commercianti di una zona di Bologna.

  • 23.07

    De Bortoli: “La libertà di culto va garantita, ma il rispetto della legge deve essere scrupoloso”.

  • 23.17

    Luttwak: “Il sistema italiano ha funzionato fino ad adesso perché qui c’è la prevenzione”.

  • 23.18

    Ruotolo: “L’avvocato di Salah che dice che lui sta per parlare potrebbe aver accelerato la reazione dei terroristi”.

  • 23.20

    Rutelli: “La cosa più importante è avere unità di pronto intervento”. Luttwak: “Intervenire bene è importante – a Parigi sono stati impreparati – ma la priorità è ridurre il numero dei pericolosi”.

  • 23.25

    Ruotolo: “In Italia non ci sono le banlieue parigine ma ci sono zone grigie su cui bisogna lavorare”.

  • 23.31

    Ruotolo: “Il terrorismo è imprevedibile, può colpire ovunque. Non possiamo militarizzare ogni zona, ma farci odiare di meno. L’unica soluzione è la prevenzione”.

  • 23.35

    Uno dei chiodi sparati oggi all’aeroporto di Bruxelles.

  • 23.37

    Corrado Augias in studio.

  • 23.39

    Augias spiega: “La violenza c’è anche nei Vangeli. ‘Non sono venuto a portare la pace ma la spada’, dice Gesù”.

  • 23.44

    Augias: “Per i cristiani Gesù è una figura divinizzata, è considerato figlio di Dio. Per l’Islam Maometto è un profeta”.

  • 23.45

    Augias: “Dio è uno, comunque lo si chiami”.

  • 23.48

    Augias: “La Pasqua, intesa come rigenerazione, c’è sempre stata, pur con nomi diversi”.

  • 23.52

    Continua la ‘lezione’ di Augias: “La Pasqua della natura c’è sempre stata, quella cristiana ha una data fissata nel 325 D.c.”.

  • 23.52

    Augias convinto che oggi sia in corso una guerra diffusa senza fronte e senza prima linea: “può scoppiare ovunque in qualunque momento. L’obiettivo è la popolazione civile”.

  • 23.55

    La veglia spontanea organizzata a Bruxelles.

  • 00.01

    Viene riproposta la copertina di Crozza della scorsa settimana.

  • 00.14

    Antonello Soro, garante della privacy, in studio.

  • 00.18

    Soro sul terrorismo: “Il rischio ci porta via un po’ di libertà, a volte anche in maniera inutile però; è necessario raccogliere informazioni sui sospetti. Non tutti siamo sorvegliati”.

  • 00.21

    Soro: “Tutti hanno diritto ad avere una parte della vita di cui si è il solo conoscitore”.

  • 00.28

    In un servizio si parla di phishing. Poi si dimostra la facilità con la quale si possono rubare i dati di una carta contactless.

  • 00.30

    Soro: “La rete non è una giungla ma neanche un salotto ristretto, mai dare informazioni strette sui social”.

  • 00.32

    Soro: “Il fisco ormai possiede tutte le informazioni che ci riguardano. È giusto così, ma i dati devono essere protetti al massimo livello”.

  • 00.34

    La reazione dei mercati e della Borsa al terrorismo. Se ne parla con Verzelli in studio.

  • 00.38

    In studio anche il prof. Minenna: “Terrorismo, immigrazione e petrolio generano problemi, soprattutto se non ci sono politiche condivise in Europa”.

  • 00.40

    Verzelli: “Dopo gli attentati i titoli che reagiscono in Borsa sono quelli del lusso”.

  • 00.43

    Verzelli: “Le borse oggi hanno dimostrato grande solidità”.

  • 00.43

    Finisce la puntata. Alè.

Andrà in onda stasera a partire dalle 21:10 una nuova puntata di DiMartedì, il talk show di La7 condotto da Giovanni Floris, che seguiremo in liveblogging su Blogo.

DiMartedì | Anticipazioni puntata 22 marzo 2016

DiMartedì: tra gli ospiti la candidata sindaco di Roma, Giorgia Meloni e il magistrato Raffaele Guariniello.

DiMartedì | Maurizio Crozza

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In apertura di puntata la tradizionale copertina satirica di Maurizio Crozza.

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