Vincenzo Nibali fa il bilancio del suo 2015: “Nel ciclismo niente è matematico”

Lo Squalo dello Stretto ha rilasciato un’intervista a Cyclingnews.

È stata pubblicata oggi in esclusiva da Cyclingnews un’intervista di Stephen Farrand a Vincenzo Nibali, che fa un bilancio della sua stagione 2015 e parla più in generale di quello che per è il ciclismo:

“La bici è tutto per me, ma è niente se paragonata al resto della mia vita e in particolare alla famiglia. Guidare la bici mi fa sentire libero e mi rende felice. Mi alleno e gareggio perché mi piace andare in bici, ma quando scendo dai pedali spengo tutto”

È un Nibali più maturo, equilibrato e anche più saggio. Tra pochi giorni (14 novembre) compirà 31 anni, è dunque ancora nell’età migliore per un ciclista con le sue caratteristiche, ma anche nell’età in cui ha capito come gestire lavoro e vita privata con la sua paziente moglie Rachele e la piccola Emma Vittoria.

Proprio in virtù della maturità raggiunta, Nibali non fa storie, non si lamenta per come è andato il 2015 e mette in evidenza come sia riuscito a salvare la stagione con le ultime gare e in particolare con la prestigiosissima vittoria de Il Lombardia. Non cita il Trittico Lombardo o il campionato italiano, forse perché l’intervistatore è straniero, ma certamente sono gare che hanno contribuito a rendere la stagione da poco terminata una stagione senz’altro positiva, anche se è mancata la vittoria di un grande Giro.

In particolare, sul Tour de France Nibali dice:

“Ho cercato di fare del mio meglio, ma non è mai facile nel ciclismo professionistico. Vincere due edizioni consecutive del Tour de France è molto difficile. C’è un sacco di pressione e di attenzione in più su di te quando hai vinto il Tour. I media e tifosi forse si aspettavano di più da me, ma io sono soddisfatto della mia vittoria di tappa e del quarto posto in classifica al Tour de France per il modo in cui ho combattuto per questi risultati. Siamo umani e ci sono stagioni buone e stagioni meno buone, fa parte del ciclismo e bisogna accettarlo. Dobbiamo imparare ad accettare la sconfitta. Nel ciclismo niente è matematico”

Sono parole che bisognerebbe far leggere a ogni giovane ciclista, anzi, a ogni giovane atleta, soprattutto perché dette da uno sportivo come Vincenzo Nibali, uno che non si arrende mai, ma allo stesso tempo sa ammettere che non è giusto cercare la vittoria a tutti i costi.

Lo Squalo ha spiegato poi che l’espulsione dalla Vuelta (per essere stato trainato da un’ammiraglia Astana), anche se inizialmente lo ha fatto arrabbiare, dall’altra gli ha dato la possibilità di ricominciare da capo, è tornato in Sicilia, si è allenato duramente e ha concluso la stagione alla grande. Ai Mondiali di Richmond sapeva di non avere possibilità, ma gli ha comunque fatto piacere far parte della nazionale azzurra, poi si è riscattato con un bell’ottobre in Italia e con quella ciliegina sulla torta che è stato Il Lombardia.

Nibali ha anche detto che i problemi che l’Astana ha avuto l’anno scorso nell’ottenere il rinnovo della licenza World Tour a causa dei problemi di doping di alcuni membri del team (nessuno dei quali però faceva parte della formazione che lo ha accompagnato al Tour 2014) non hanno avuto alcuna conseguenza su di lui, sulla sua preparazione fisica e mentale. Qualche conseguenza, invece, l’hanno avuta i tanti eventi a cui ha dovuto partecipare in qualità di vincitore del Tour e il fatto di aver dovuto assolvere a questi oneri/onori hanno tolto tempo agli allenamenti per la stagione 2015. Ora, in vista del 2016, sta già studiando le date per prepararsi al meglio e tornare a vincere un grande Giro, magari quello d’Italia.