Referendum sulle trivelle, il M5S attacca: “Un Pd da vergogna promuove l’astensione”

Roberto Speranza: “Il Pd si astiene? Spero di no”.

Sul blog di Beppe Grillo c’è oggi un attacco diretto al Pd in un post dal titolo “Referendum trivelle: un PD da vergogna promuove l’astensione!” e nell’immagine c’è la parte dell’elenco stilato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che individua i soggetti politici che sono “contrari o che si esprimono per l’astensione o la non partecipazione al voto”. Ebbene, tra coloro che optano per l’astensione c’è il Partito Democratico, lo potete verificare direttamente da questo link in cui trovate il documento ufficiale dell’Agcom.

Il MoVimento 5 Stelle scrive:

“Ma qual è la concezione di “democrazia” del Partito sedicente Democratico? Ieri ha azzerato la volontà di 27 milioni di cittadini cancellando l’obbligatorietà all’acqua pubblica dalla legge in discussione alla Camera, quella volontà espressa con un referendum ad enorme partecipazione. Oggi, eccolo dichiarare con la massima sfacciataggine che occuperà gli spazi informativi del prossimo referendum, quello contro le trivelle in mare, per promuovere l’astensione”

Nel post si legge ancora:

“Ce l’hanno per caso coi referendum? Tutta questa democrazia in un sol colpo li mette in agitazione? Dopo aver negato l’election day, che avrebbe fatto risparmiare al Paese 400 milioni di euro accorpando referendum e amministrative, ora siamo arrivati addirittura alla propaganda a favore dell’astensione, ossia invitare i cittadini a NON esercitare un legittimo diritto sancito dalla Costituzione. Vette inarrivabili di faccia di bronzo”

Il M5S ricorda che tra i promotori del referendum ci sono i presidenti di Regione del Pd e che ci sono numerosi deputati e senatori del che, scrivono i pentastellati,

“rilasciano dichiarazioni finto ambientaliste salvo poi approvare leggi che fanno il contrario”

e poi concludono:

“Forse sanno che i cittadini hanno sempre meno voglia di farsi infinocchiare, e che andranno tutti ad esprimersi al referendum a prescindere dai consigli anticostituzionali del partito al governo. I cittadini, i loro diritti, se li ricordano ancora”

Tra i deputati Pd che “cadono dal pero” c’è Roberto Speranza che, come sappiamo, fa parte della minoranza che fa capo a Pierluigi Bersani e Gianni Cuperlo. Speranza, in una nota, ha scritto:

“Apprendo dal sito dell’Agcom che il Pd avrebbe assunto la posizione dell’astensione al referendum di Aprile sulle trivelle in mare. Spero che ciò non sia vero. È una posizione che non condivido affatto e che non credo possa essere compresa da una parte significativa dei nostri elettori. Al netto di una discussione di merito che sarebbe bello fare anche con chi legittimamente può pensarla diversamente mi chiedo come e dove sarebbe stata assunta questa scelta. La segreteria non si riunisce da mesi. La direzione e l’assemblea non mi risulta abbiano mai discusso di questo referendum. Si può andare avanti così?

Sulla stessa lunghezza d’onda (di Speranza, ma anche del M5S) è Piero Lacorazza, presidente del Consiglio regionale della Basilicata, che ha detto:

“Il Pd si astiene, dove e chi ha deciso? Spero non sia vero e chiedo al gruppo dirigente nazionale di rivedere questa posizione. Sono iscritto al Pd, ci resto e non mi astengo. E farò campagna referendaria per il SI al referendum del 17 aprile. Insieme a circa cento consiglieri regionali, iscritti al Pd ed espressione di centinaia di migliaia di preferenze dirette, ho promosso e votato i quesiti referendari. Aggiungo che ci sono altre e numerose adesioni di consiglieri nelle regioni che non hanno promosso il referendum che si stanno mobilitando per le ragioni del ‘sì’. Centinaia di sindaci e amministratori locali, iscritti e simpatizzanti al Pd hanno alimentato, con responsabilità e rispetto, il dibattito avviato dal decreto Sblocca Italia e sulle conseguenze negative per il territorio. Mesi di discussioni aperte e trasparenti, dibattiti che hanno attraversato le istituzioni e che hanno attraverso l’art. 75 della Costituzione italiana, portato al referendum. Il Pd avrebbe scelto l’astensione. Chi ha deciso questo strappo? Perché si è scelto di politicizzare il referendum con l’astensione? Un partito democratico può dire agli elettori di non votare?”

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