Blocco rivalutazioni Pensioni: per i consumatori è “macelleria sociale”

Il blocco delle rivalutazioni delle cosiddette pensioni d’oro scandalizza le associazioni dei consumatori che parlano di “macelleria sociale”


La norma che impone lo stop alle rivalutazioni automatiche delle “pensioni d’oro” incassa la netta bocciatura da parte delle associazioni in difesa dei diritti dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori parlano di “macelleria sociale” e stimano il danno ai danni dei pensionati in 600 euro all’anno per quelli che ricevono un assegno superiore ai 2300 euro al mese e di 300 euro per quelli che incassano più di 1400 euro.

Come noto nel biennio 2012-2013 tutti i trattamenti pensionistici superiori a 5 volte il trattamento minimo Inps (circa 450 euro) non godranno della rivalutazione automatica mentre quelli superiori a 3 volte il trattamento minimo si rivaluteranno soltanto al 45% di quando previsto fino ad oggi.

Se pensiamo che a questa disgraziata decisione di aggiunge il blocco degli stipendi dei lavoratori pubblici e un aumento fortissimo delle tassazioni sui carburanti, allora è del tutto chiaro ed evidente che la manovra attenta nei fatti il potere di acquisto soprattutto delle fasce più deboli della popolazione

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