Afghanistan: talebani rifiutano i negoziati di pace. “Prima invasori lascino il paese”

Non è arrivata la svolta attesa dal mullah Mansour, i talebani respingono i negoziati di pace

I talebani hanno reso noto che non prenderanno parte ai colloqui di pace con il governo di Kabul, almeno fino a quando le forze straniere non fermeranno i loro attacchi e lasceranno il Paese.

Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha diffuso un comunicato in cui nega le voci intorno alla partecipazione ai negoziati di delegati della sua organizzazione. Il leader, il mullah Akhtar Muhammad Mansour, non avrebbe mai dato il suo assenso.

Nel testo, come riportato dall’Ansa, si afferma: “l’America sta dispiegando nuove truppe in Afghanistan, sta effettuando raid in diverse zone e anche il governo di Kabul ha esteso le operazioni in diverse province, costringendo molte famiglie a scappare”. Ma forse c’è ancora tempo per sbloccare la situazione. I colloqui tra le parti, a cui erano stati invitati tutti i gruppi talebani, sono in programma nella capitale del Pakistan, Islamabad, la prossima settimana.

Evidentemente non state sufficienti le aperture del presidente afghano, Ashraf Ghani, verso le varie componenti delle fazioni talebane. Era in particolare da parte del mullah Mansour, successore del mullah Omar, che ci si aspettava una svolta. Mentre era quasi impossibile attendersi un negoziato con le milizie di Fidai Mahaz (il fronte del sacrificio), che hanno deciso di scindersi dal gruppo originario.

E’ dal 2015 che Washington e Kabul tentano di stabilire un dialogo con i talebani. Ma dopo la misteriosa scomparsa di Omar, la faccenda pare essersi complicata. Inoltre, nonostante l’incremento delle truppe statunitensi, l’Afghanistan non è affatto sotto controllo. Tutte le milizie islamiste, compresa quella legata all’Isis di Wilayat Khorasan, sono ancora in piedi e in grado di guadagnare terreno.