Usa 2016, Super martedì: vincono ancora Clinton e Trump, sette Stati a testa

Usa 2016: tutte le notizie sul Super martedì. I risultati e i numeri delle vittorie di Clinton e Trump

9.55 – Arrivano anche i risultati sullo Stato che ancora mancava, l’Alaska: a vincere – secondo i dati di AP – Ted Cruz.

2 marzo 2016, 8.00 – Il Super Tuesday è di Hillary Clinton e Donald Trump. Sono ancora loro due i dominatori, vincendo entrambi Sette stati e lasciando poco agli avversari.

Sul fronte repubblicano Trump ha conquistato Alabama, Arkansas, Georgia, Tennessee, Virginia, Massachusetts e Vermont, in attesa dei risultati dell’Alaska. Per Ted Cruz è arrivata la vittoria nel suo stato, il Texas, e quella dell’Oklahoma. Primo stato conquistato per Marco Rubio, grazie alla vittora in Minnesota.

I dati ancora non definitivi dicono che i delegati ottenuti nella notte da Trump sono 169, contro i 97 di Cruz e i 37 di Rubio.

Sul fronte democratico si rafforza ulteriormente la leadership di Hillary Clinton: l’ex segretario di stato ottiene Alabama, Arkansas, Georgia, Tennessee, Texas, Virginia e soprattutto Massachusetts, stato in cui Sanders sembrava essere in vantaggio. Bernie Sanders si deve accontantare di Colorado, Minnesota, Oklahoma e del suo Stato, il Vermont.

Sommando i delegati ottenuti ieri, la vittoria di Hillary Clinton è (numeri non definitivi) 314-210 su Sanders.

Nella gallery in alto i candidati nel corso delle conferenze stampa in cui hanno commentato i risultati del Super Tuesday.

Usa 2016, Super martedì: la presentazione

Le elezioni Usa 2016 dell’8 novembre si approssimano. Oggi è il giorno più importante per le primarie americane, quello del cosiddetto “Super martedì“. Vanno al voto 14 Stati (più le Samoa americane), e dalla consultazione saranno eletti oltre 1.600 delegati.

Il Super Tuesday è il giorno in cui si vota nel maggior numero di Stati e in palio ci sono circa il 25% dei delegati, che parteciperanno alla convention nazionale per la scelta dei candidati alle presidenziali. E’ dunque un momento cruciale sia per il Partito Democratico sia per il Partito Repubblicano.

Hillary Clinton e Donald Trump sono in vantaggio dopo le prime quattro primarie (Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina). E secondo i sondaggi potrebbero incrementare il vantaggio sui rispettivi contendenti grazie al voto degli Stati del sud.

Nel caso del partito dell’asinello non dovrebbero esserci sorprese, Hillary rimane la grande favorita. Per quanto riguarda invece il partito dell’elefantino, i giochi sembrerebbero più aperti.

I Repubblicani voteranno in 11 Stati, con 595 delegati a disposizione, che saranno assegnati con metodo proporzionale (sono previste soglie di sbarramento fino al 20%). Tutti i delegati sono legati (“bound”) all’indicazione dell’elettore. In Alabama, Arkansas, Georgia, Oklahoma, Tennessee e Virginia, il voto degli evangelici potrebbe favorire Donald Trump. Ma pare che il taycoon newyorchese sia in vantaggio anche in Massachusetts e Vermont.

In casa dei repubblicani non è escluso il rischio di una brokered convention, che avviene quando nessun candidato alla fine di tutte le primarie non ottiene una maggioranza assoluta.

Segnaliamo, infine, che poche ore fa un sondaggio della Cnn ribadisce quello che affermano da tempo gli analisti. Se Trump fosse il candidato che sfida Hillary o Sanders per la Casa Bianca, non riuscirebbe a vincere. Se è vero che il magnate repubblicano va forte tra il popolo delle primarie, allo stesso tempo non pare avere il consenso necessario per diventare presidente.

Ricordiamo che nel campo democratico si sfidano Hillary Clinton e Bernie Sanders. Nel campo repubblicano, invece, i contendenti sono Donald Trump, Marco Rubio e Ted Cruz.

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