Beppe Grillo “spaventato” dall’utero in affitto

La lettera aperta del leader dei Cinque Stelle al Corriere della Sera

A leggerla e rileggerla, la lettera aperta di Beppe Grillo al Corriere della Sera sembra provenire da un’altra penna, tanto sono conservatori i toni del comico genovese che all’inizio della sua parabola politica aveva proposto a parole, con il suo movimento, un’ideologia aperta alle trasformazioni socio-economiche, una proposta riformista, progressista.

Anche il lessico e i toni della lettera di Grillo sono inconsueti. Il leader pentastellato esordisce dicendo che

le questioni etiche nel periodo del low cost possono assumere degli aspetti paradossali, al limite del ridicolo… scusate: del tragico.

Secondo Grillo il prezzo delle creature viventi sta diventando basso e “trattabile”, proprio in un momento in cui è “altissimo il pericolo di sconvolgimenti irreparabili dello stato sociale e morale di un popolo”.

Grillo continua spiegando come la parola “amore” venga utilizzata in modo pressapochista, tanto da procurargli un dolore: “che nessuna forma di ironia può risolvere”. Poi, ecco, l’affondo, Grillo esplicita finalmente il destinatario:

È veramente possibile che si blateri di amore e diritti intimi pensando a Vendola proprio mentre stiamo dimenticando chi ha messo al mondo noi? Mi riferisco a quelli che chiamiamo anziani, quelli che stiamo dichiarando inutili senza neppure più arrossire!

Per una volte mite nel lessico, Grillo utilizza il benaltrismo per sottolineare come siano altre le priorità del Paese, con un messaggio molto simile a quello salviniano.

Grillo spinge la sua lettera fino al parossismo:

Forse uccidere a distanza degli esseri umani provoca una gioia che io non ho alcun diritto di criticare. Se tutto è possibile, uccidere giocando è diventata una realtà prima che nasca la perversione giusta per gioirne. Quanto è lontano Nichi Vendola da quello che sta succedendo nel mondo reale per permettersi di comportarsi con una majorette che rotea strane mazze colorate guidando un corteo di pareri in svendita.

Dalle vittime dei droni Grillo passa, senza soluzione di continuità, a Nichi Vendola con un passaggio logico destinato a mettere a dura prova anche gli intelletti più allenati (e attratti) dai suoi barocchismi.

Poi, la confessione di un Beppe Grillo “spaventato”:

C’è qualcosa del concetto di utero in affitto che mi spaventa. E non ha nulla a che fare con l’omosessualità oppure l’eterosessualità; mi spaventa la logica del «lo facciamo perché è possibile»: un po’ com’è diventato facile attaccare tutto alla bolletta della luce.

L’utero in affitto e il canone Rai, insieme. Verrebbe da dire che anche nella logica di Grillo tutto si scrive perché è possibile scriverlo. Probabilmente ci vorrà tempo per una corretta esegesi di questo testo straniante che scivola sulla superficie delle cose con uno stile impressionista. Per il momento limitiamoci a prendere atto dello “spavento” del leader.

Via | Corriere