Multa e galera per il politico Jean Marie Le Pen

Ha 80 anni, ma non smette di creare scompiglio. Già stupì tutti quando nel 2002 arrivò secondo alle presidenziali francesi, ma ora il leader dell’estrema destra francese (Front National), Jean-Marie Le Pen l’ha fatta grossa: è stato condannato per “giustificazione di crimini di guerra” e “contestazione di crimini contro l’umanità”. Il processo era cominciato a

Ha 80 anni, ma non smette di creare scompiglio. Già stupì tutti quando nel 2002 arrivò secondo alle presidenziali francesi, ma ora il leader dell’estrema destra francese (Front National), Jean-Marie Le Pen l’ha fatta grossa: è stato condannato per “giustificazione di crimini di guerra” e “contestazione di crimini contro l’umanità”.

Il processo era cominciato a dicembre, dopo alcune “sparate” di Le Pen in un’intervista al settimanale Rivarol nel 2005, tra cui l’occupazione nazista in Francia “non è stata particolarmente inumana” e che la Gestapo ha avuto anche “un ruolo positivo” in alcune occasioni ed episodi, salvando alcuni innocenti da fucilazione certa. Ovvio lo sdegno di governo e organizzazioni anti-razziste: peraltro, per le leggi antirazziste francesi, la negazione dell’olocausto è un crimine punibile con carcere e multe. L’accusa aveva chiesto 5 mesi e 10.000 euro di ammenda: Le Pen è stato condannato a tre mesi con la condizionale (anche per l’età avanzata) ma dovrà pagare tutti i 10.000 richiesti dal pm.

Lui, però, ha continuato imperterrito a professarsi innocente, convinto di non aver detto niente di “sbagliato”. E per di più, non si è mai presentato al processo. La linea difensiva dei suoi avvocati? “Non era un’intervista pubblica concordata, ma era una conversazione privata. Intanto sono stati condannati anche il direttore di Rivarol, Marie-Luce Wacquez (5000 euro di ammenda) e Jérôme Bourbon, giornalista intervistatore (2000 euro). Tutte le ammende andranno ad associazioni umanitarie e sociali.

fonte: Le Monde