Armi: quali sono i Paesi che ne importano di più? Il rapporto del Sipri

Il rapporto del Sipri rivela che il grosso delle importazioni di armi si verifica nel continente asiatico. Leader nelle esportazioni sono invece Usa e Russia

Il volume di importazioni di armi nel mondo, incluse vendite e donazioni, ha subito un incremento significativo tra il 2011 e il 2015: +14% rispetto al quinquennio precedente. Mentre la Russia e gli Stati Uniti si confermano leader nelle esportazioni, i principali importatori sono la Cina, l’India, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi. Dunque, il vicino e l’estremo oriente sono le regioni dove viene trasferito il grosso del materiale bellico mondiale.

A fornire questi dati è il rapporto pubblicato lunedì scorso dal Sipri (Stockholm International Peace Research Institute). L’India, che occupa il primo posto nella classifica, totalizza il 14% delle importazioni di armi a livello mondiale. E prendendo in considerazione il periodo 2006-2015, Nuova Delhi ha aumentato i propri investimenti in armi di circa il 90%, tre volte di più rispetto a Cina e Pakistan. La ragione principale del primato indiano risiede nel fatto che finora “l’India non è riuscita a produrre un sistema di armamenti proprio”, dicono gli esperti dell’Istituto.

La Cina, d’altro canto, si conferma il terzo paese al mondo per importazioni. Tuttavia, ha posto le basi per una produzione interna. “Pechino continua ad espandere le sue capacità militari sia attraverso le importazioni sia attraverso la produzione nazionale”, ha confermato Siemon Wezeman, ricercatore del Sipri.

Il secondo più grande importatore di armi al mondo è l’Arabia Saudita, ma in Medio Oriente ci sono anche gli Emirati Arabi (al quarto posto). La monarchia del Golfo ha scelto di investire così tanto in armamenti soprattutto per assumere il ruolo di guida della coalizione che in Yemen si batte per il ritorno di Abdrabbo Mansur Hadi, il presidente riconosciuto dalla comunità internazionale. Secondo l’Istituto svedese, le importazioni di armi saudite, rispetto al periodo precedente, sono aumentate del 275% tra il 2011 e il 2015.

Ai primi dieci posti della classifica stilata dal Sipri, compare anche il Pakistan (al settimo posto), Vietnam (all’ottavo) e la Corea del Sud (al decimo). E attenzione anche alla presenza di Egitto e Qatar. Nel regime di Al Sisi, l’importazione di armi è aumentata del 37%.

Conclude, Aude Fleurant, direttore del programma sulle spese in armi del Sipri: “nella misura in cui i conflitti e le tensioni regionali continuano ad aumentare, gli Stati Uniti restano il principale fornitore di armi a livello globale”. Secondo l’esperto, Washington ha venduto o donato armi a 96 Stati nel corso degli ultimi cinque anni.

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