Il Governo Renzi dà il via libera a droni armati Usa da Sigonella: “Si decide caso per caso”

Il WsJ afferma che l’Italia farà partire droni armati americani da Sigonella verso la Libia e il Nord Africa

martedì 23 febbraio –Emergono i dettagli dell’autorizzazione concessa a gennaio, ma emersa solamente ieri grazie al Wall Street Journal, per le missioni armate di droni statunitensi in partenza dalla base siciliana di Sigonella.

“Le autorizzazioni sono caso per caso se si tratta di fare iniziative contro dei terroristi c’è uno stretto rapporto tra noi, gli americani e gli altri alleati. E di conseguenza siamo in piena sintonia con i nostri partner internazionali. La priorità è sempre e comunque quella di una risposta diplomatica. Poi se ci sono delle evidenze che ci sono dei potenziali attentatori che si stanno preparando, l’Italia fa la sua parte con tutti gli altri”,

ha spiegato il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervistato da Rtl 102,5.

Finora i droni in partenza dall’aeroporto di Sigonella venivano utilizzati solamente per missioni di ricognizione. L’ok del Governo Renzi arriva dopo un anno di pressioni statunitensi per convincere l’Italia a concedere agli Usa la base di Sigonella.

Dal Ministero della Difesa fanno sapere che i droni verranno utilizzati solamente per missioni difensive e non offensive e, inoltre, chiariscono che finora non è stata avanzata alcuna richiesta.

Le richieste, ha confermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, verranno valutate caso per caso senza una “specifica comunicazione al parlamento”.
(D.M.)

lunedì 22 febbraio – Il mese scorso, il governo italiano avrebbe dato il suo assenso alla partenza di droni armati americani dalla base di Sigonella. I velivoli saranno impiegati in operazioni militari contro Stato Islamico in Libia e in tutto il Nord Africa. Questa sarebbe la conclusione di una lunga trattativa tra Roma e Washington, durata più di un anno.

A riportare le indiscrezioni, rilasciate da alcuni funzionari statunitensi, e il Wall Street Journal. Tuttavia, il giornale sottolinea che il primo ministro, Matteo Renzi, si è rifiutato di commentare le indiscrezioni.

Secondo il WSJ, in passato ci sono stati molti tentennamenti da parte del nostro governo sui droni: i funzionari italiani hanno esitato per paura di conflitti interni. In particolare Roma temeva il fronte pacifista, pronto a dare la responsabilità della morte dei civili nei conflitti all’esecutivo in carica.

Fino al mese scorso, i droni statunitensi che stazionavano in Sicilia erano impiegati solo a scopo di sorveglianza. La recente “svolta” paleserebbe un cambio di strategia da parte di Barack Obama. In Libia, l’amministrazione Usa starebbe valutando, sempre secondo il WSJ, “una campagna in cui una coalizione ristretta conduce attacchi aerei sostenuti” per colpire i jihadisti.

Gli Stati Uniti starebbero anche cercando di stabilire una base per i droni armati in Nord Africa. In questo modo aumenterebbe l’efficacia delle operazioni, visto che Sigonella, situata difronte al Mar Mediterraneo, non è una soluzione ideale per le operazioni dei velivoli radiocomandati. La copertura nuvolosa, che sovente si registra, non favorisce il loro impiego.

“E’giusto dire che gli italiani hanno dovuto passare attraverso un processo di approvazione complesso per concederci l’approvazione”, ha concluso, sulla questione droni, un funzionario della difesa americano di alto livello.

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