Istat: Le retribuzioni non salgono, l’inflazione corre di più

Le retribuzioni contrattuali non salgono su base annua è maggiore la corsa dell’inflazione (2,6% contro 1,8%)

L’Istat comunica che nel mese di maggio sono rimaste sostanzialmente ferme le retribuzioni contrattuali orari. Il dato, considerando questa frenata, rimane quello di un aumento su base annua previsto dell’1,8%, una percentuale decisamente inferiore al 2,6% sul quale sembra essersi assestata l’inflazione nel 2011.

L’aumento delle retribuzioni e degli stipendi non è sufficiente a coprire la crescita dell’indice dei prezzi. Secondo l’Istat i settori che hanno beneficiato degli aumenti maggiori nel mese di maggio sono quello del tessile, abbigliamento e lavorazione pelli (4,1%), militari-difesa (4,0%), forze dell’ordine (3,7%) e attività dei vigili del fuoco (3,4%).

Si fa sentire il blocco, ancora in vigore, dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici che tiene sostanzialmente ferme le retribuzioni di milioni di lavoratori del pubblico. L’ipotesi è che il Governo proponga nei prossimi giorni un ulteriore blocco degli aumenti per gli statali, dalla scuola agli enti locali fino alla dipendenti del servizio sanitario nazionale. Il Codacons denuncia:

Ormai dal 2002 gli stipendi e le pensioni restano al palo mentre i prezzi, le tariffe e le imposte continuano ad aumentare. Fino a che le retribuzioni continueranno a perdere potere d’acquisto è di tutta evidenza che i consumi continueranno a crollare. Sarebbe una scelta sciagurata quella che il governo si appresterebbe a fare giovedì, ossia congelare ancora per un anno il contratto dei pubblici dipendenti.