“Paghiamo poco, spesso niente”: scoppia la polemica contro il manifesto

Dopo la decisioni di pubblicare l’articolo di Giulio Regeni, il manifesto ancora in mezzo alle polemiche.

Se questo è il manifesto, verrebbe voglia di dire. Il glorioso e storico quotidiano comunista, da sempre simbolo di buon giornalismo, approfondito e da tutti apprezzato al di là dei colori politici, sta entrando violentemente nel vortice delle polemiche.

La ragione, si sa, parte dalla decisione di pubblicare un articolo di Giulio Regeni, che dall’Egitto in cui si trovava – e dove ha trovato la morte – inviava qualche articolo alla redazione del manifesto. Uno dei suoi articoli è stato pubblicato solo tre settimane dopo, guarda caso all’indomani della sua morte e nonostante il parere contrario della famiglia.

La cosa ha suscitato molte perplessità e non poca indignazione. Ma adesso c’è un nuovo capitolo: a richiesta di spiegazioni sulla politica editoriale e di lavoro del manifesto, un utente di Facebook si è sentito rispondere così: “Paghiamo poco o tardi. Spesso nulla. Ti sorprenderà ma esiste persino gente che scrive, vive, osserva e racconta per piacere”.

Un bel modo di porre quella che è la realtà di tanti quotidiani italiani: lo sfruttamento del lavoro gratuito. Arrivare addirittura a farne un vanto, però, era qualcosa che ancora non si era visto.