Minoranza Pd, Gotor minaccia la scissione e i renziani insorgono. Normali “scazzi” tra amici (non compagni)

Gotor accusa Renzi di aver tradito la missione del Pd e non esclude la scissione. Immediata la replica dei fedelissimi al premier

La minoranza dem. dopo una pausa, di cui si erano accorti per la verità in pochi, ritorna a minacciare la scissione. Oggi il senatore bersaniano, Miguel Gotor, lascia intendere che ormai la misura è colma. E lo fa accusando Matteo Renzi di “trasformismo” e ripescando formule gramsciane, che nel Partito Democratico, filo-governativi e non, sovente si divertono a tirare in ballo quando gli argomenti scarseggiano.

Ecco cosa ha detto Gotor a Il Fatto Quotidiano: “Qualsiasi cosa accadrà tra di noi (nel Pd ndr.) sarà una decisione presa insieme, non una somma sgangherata di narcisismi […] Se si decide di andare via significa che si è spezzata la connessione sentimentale tra il Pd e il popolo di sinistra“.

Gotor riprende anche l’allarme già lanciato da Pierluigi Bersani, a margine di un convegno di Nens di Vincenzo Visco. L’ex segretario Pd ha condannato il supporto dei verdiniani in Parlamento e la vicenda opaca del tesseramento in Sicilia, dove c’è il sospetto di adesione dei cuffariani. “Non siamo un porto dove può sbarcare chiunque“, ha ribadito il leader della minoranza.

A tale riguardo, afferma Gotor: “Bersani ha voluto lanciare un campanello d’allarme, ma noi lavoreremo fino in fondo da dentro per impedire che il Pd diventi inservibile per la sinistra“. L’obiettivo è quello di impedire che il partito di maggioranza diventi “il fulcro di un progetto neo-moderato all’insegna del trasformismo“.

Non si sono fatte attendere, come è ormai consuetudine in uno stanco gioco delle parti che si protrae da tempo, le repliche degli esponenti della corte renziana. Tra questi, Simona Bonafè, eurodeputata Pd, scrive su Twitter: “Quelli che oggi nel Pd parlano di scissione sembrano piuttosto solo a caccia di un collegio. Dura la vita con le preferenze #grazieitalicum“. Anche Ernesto Carbone, membro della segreteria nazionale, secondo quanto riporta Huffingtonpost, ci ha tenuto a mettere in circolo un po’ di veleno: “Mentre centinaia di giovani Pd si riuniscono per fare formazione, l’ex-ideologo di Montezemolo, oggi in prestito alla ditta, ventila la scissione. Ha voglia di cambiare ancora partito?

Insomma, niente di nuovo sotto il sole. C’è chi fa finta di minacciare e chi fa finta di essere puro. Normali “scazzi” tra amici (non compagni).