Emanuela Orlandi news: la tomba di Renatino De Pedis non sarà ispezionata nè trasferita

Gli investigatori italiani sarebbero convinti che “qualcuno in Vaticano conosce il motivo della scomparsa di Emanuela Orlandi”. Ecco cosa è emerso durante le indagini.

I magistrati che indagano sulla scomparsa di Emanuela Orlandi hanno fatto sapere di non voler più ispezionare, o di farla trasferire altrove, la tomba di Renatino De Pedis, il capo della banda della Magliana sepolto dal 1990 nella basilica di Sant’Apollinare.

Sembra che “nessun elemento nuovo potrebbe venire da una eventuale analisi della salma o del contenuto del feretro, né possono esserci dubbi sul fatto che all’interno della bara si trovino i resti della figlia del messo pontificio, scomparsa sette anni prima”.

Inoltre, spiega il Corriere, secondo gli investigatori italiani qualcuno in Vaticano conosce il motivo della scomparsa della ragazza, avvenuta il 22 giugno del 1983.

In quasi 30 anni di indagini infatti sono emersi alcuni elementi:

– i servizi segreti francesi hanno lanciato un allarme su un “imminente sequestro di un cittadino vaticano”, che fu trasmesso alle autorità della Santa Sede nel 1982

– un funzionario della vigilanza vaticana ancora in servizio, alla vigilia di un incontro con i magistrati negli anni Novanta, rilasciò dichiarazioni reticenti e intercettate al telefono

– Giovanni Paolo II lanciò otto appelli per la liberazione di Emanuela Orlandi dal Palazzo Apostolico. Nel corso di una visita a casa Orlandi nel Natale del 1983 disse che la scomparsa della ragazza era stato “un caso di terrorismo internazionale”.

Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela (che ha lanciato una petizione al Papa che ha finora raccolto 75 mila adesioni) ha dichiarato:

“Sono molto meravigliato, in questi ultimi giorni mi sembrava che fosse emersa la volontà di procedere più speditamente verso l’accertamento della verità, che passa anche attraverso il chiarimento sulla sepoltura di De Pedis. In ogni caso voglio essere cauto: ho incontrato di recente gli inquirenti che parevano determinati ad andare avanti. Mi avevano chiesto se avessi raccolto qualche novità dal Vaticano, ma per la verità ero io ad aspettarmi novità da loro. Sicuramente, è una fase molto delicata dalla quale potrebbero uscire sviluppi clamorosi”

(immagine da archivio infophoto)

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