Primarie Pd “aiutate” dal Pdl? Al Cavaliere “crescono” persino i capelli …

Il bucato è sempre più bianco, se lavato con un certo detersivo. Così promette la pubblicità. Anche per Walter Veltroni il suo è il partito più “democratico”, la sua è l’unica “democrazia”, le primarie del suo partito sono un fatto “democratico”, un esempio di “democrazia”. Come a Firenze, dove nelle primarie del Pd per la

Il bucato è sempre più bianco, se lavato con un certo detersivo. Così promette la pubblicità.

Anche per Walter Veltroni il suo è il partito più “democratico”, la sua è l’unica “democrazia”, le primarie del suo partito sono un fatto “democratico”, un esempio di “democrazia”.

Come a Firenze, dove nelle primarie del Pd per la poltrona di sindaco, ha trionfato (con il 40,52%) il 34enne ex Margherita Matteo Renzi, presidente della provincia uscente, battendo il veltroniano deputato Lapo Pistelli (26,91) e altri tre avversari interni.

Tutto bene, dunque? Sì, a sentire le prime parole del giovane vincitore “ Non è una vittoria di parte, ma di partito. E’ stata una battaglia bella, vera, leale”.

Come se il risultato cancellasse mesi di polemiche, divisioni, colpi bassi, ricerche di alleati e alleanze molto “chiacchierate”.

Perché gli “sconfitti” hanno subito parlato di “necessità di una riflessione all’interno del partito” e hanno accusato addirittura il Pdl di essersi “intromesso” nella competion del Pd … invadendo i gazebo per votare Matteo Renzi, notoriamente un “destro”.

Un modo per influire e sbilanciare il risultato, un modo per dimostrare la relativa attendibilità di queste primarie all’italiana.

Dulcis in fundo. Come già avvenuto in altre città, gli sconfitti delle primarie (con relativi supporters e correnti), oltre a recriminare, minacciano di non scendere in campo nella competizione elettorale vera, quella del 6 e 7 giugno. Come già avvenuto altrove, gli sconfitti minacciano la formazione di liste civiche.

Altre volte (vedi la rossa Bologna conquistata dal “macellaio” Guazzaloca) alla sinistra (divisa) non è bastato presentare un candidato giovane.

E, esempio massimo, basta vedere come naviga il Pd del super votato leader Veltroni, per capire meglio il reale “valore” delle primarie.

Insomma, anche a Firenze, non pochi elettori del Centrodestra hanno varcato i gazebo del Pd dando una mano a Renzi. Sarà così anche il 6 e 7 giugno?

Nessuno alza la mano. E al Cavaliere crescono persino i … capelli.

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