Beppe Grillo: “68mila morti in più, colpa dell’incapacità del Governo”

Il leader del Movimento 5 Stelle attacca il Governo citando le cifre dell’Istat relative al 2015

Messi alle spalle il panettone, lo spumante e soprattutto i giorni della tregua natalizia, Beppe Grillo torna a farsi sentire sul suo blog con un post nel quale spara a zero sul Governo Renzi partendo da una cifra: i 68mila morti in più rispetto al 2014, una cifra che non può essere spiegata solamente dal tasso naturale d’invecchiamento del nostro Paese, ma che chiama in causa tanti diversi elementi non alieni da responsabilità politiche.

Per supportare il suo attacco al Governo Renzi, Grillo cita e linka il testo di un articolo di Neodemos firmato da Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia all’Università Bicocca di Milano che spiega come i 68mila morti in più del 2015 rappresentino “un segnale importante che la demografia consegna alla riflessione sia del mondo scientifico sia di quello della politica, della pubblica amministrazione e del welfare” e un “evento ‘straordinario’ che richiama alla memoria l’aumento della mortalità nei Paesi dell’Est Europa nel passaggio dal comunismo all’economia di mercato”. Blangiardo ipotizza che una delle cause sia il controllo della spesa sanitaria e la sua tesi non sembra essere così azzardata visto il progressivo smantellamento della sanità pubblica a favore di quella privata attraverso due strade: quella della chiusura degli ospedali e quella dell’allungamento parossistico dei tempi di attesa per visite, terapie e qualsiasi tipo di attività ospedaliera.

Grillo cavalca le cifre, quei 598mila morti del 2014 che sono diventati 666mila nel 2015, un 11% in più che Grillo paragona all’aumento dei decessi “come ai tempi delle guerre”. I “nemici silenziosi” degli italiani sono tanti. Innanzitutto lo smog, di cui Milano è divenuto il paradigma nazionale “dopo che Pisapippa ha distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno”. Secondo Grillo dopo il blocco di tre giorni della circolazione, si tornerà alla “normalità” e “presto sarà vietata la circolazione delle persone, come in Cina”.

L’inquinamento non è solo quello di auto e abitazioni: è anche quello dei “fumi dell’ILVA”, della “diossina che fuoriesce dagli inceneritori e che finisce dentro il nostro cibo”, dell’acqua “che beviamo che scorre in tubature d’amianto”.

Grillo sottolinea come non vi siano più i soldi per curarsi o per acquistare le medicine e la gente debba stringere i denti:

“Il governo impugna la lunga falce e con la legge di stabilità taglia altri 15 miliardi di euro alla sanità in 3 anni: per gli italiani non c’è scampo. Avvelenati da una politica industriale dell’800, in mutande a causa della crisi e abbandonati dal governo. Premier e ministri non si rendono conto di ciò che accade nel Paese. Litigano per mezzo punto percentuale di PIL e fanno decreti lampo di domenica per salvare le banche mentre passeggiano incuranti sui cadaveri di 68.000 italiani che non hanno saputo proteggere. Sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue. Prima se ne vanno e meglio è”.

La campagna elettorale permanente ricomincia, neanche il tempo di lasciarsi alle spalle il Capodanno e sulla Rete torna a proliferare la dichiarazia. D’altronde le cifre sono innegabili e, una volta tanto, la retorica del comico genovese descrive una realtà: il nostro è un Paese in cui il Welfare non sta facendo che imbarazzanti passi indietro.

Via | Beppe Grillo