Sandro Bondi aderisce ad Ala e passa con la maggioranza

“Non c’è alternativa al governo Renzi” spiega la moglie, Manuela Repetti, motivando il passaggio tra le fila del partito di Denis Verdini.

Il “tradimento” di Sandro Bondi nei confronti dell’ex amatissimo capo Silvio Berlusconi si concretizza oggi, dopo un lungo travaglio, che l’ha visto prima iniziare a criticare la direzione politica di Forza Italia, poi anticipare l’addio avvenuto solo tempo dopo, poi passare al gruppo misto e adesso, infine, aderire ad Ala, il partito di Denis Verdini organico alla maggioranza che sostiene il governo Renzi.

Con Sandro Bondi, passa ad Ala anche la moglie senatrice Manuela Repetto, che ha dato notizia dell’avvenuto cambio di casacca in un comunicato: “Ho deciso di aderire al gruppo Ala. Questa decisione rappresenta una logica e naturale conseguenza del nostro sostegno da tempo intrapreso per le riforme costituzionali e l’azione di rinnovamento perseguito dal governo Renzi”.

Niente che stupisca particolarmente, e certo fa una certa impressione vedere che da qualche parte questo passaggio venga descritto come un “ritorno a sinistra”, perché è difficile pensare al partito (più che altro, gruppo parlamentare) fondato da Denis Verdini all’esplicito scopo di ospitare transfughi del centrodestra come a qualcosa di sinistra.

È più curioso, semmai, notare come Bondi abbia dovuto superare la sua antica antipatia nei confronti di Denis Verdini per aderire al suo gruppo. Antipatia forse inevitabile quando due pesi massimi della politica (nel bene e nel male) nascono negli stessi anni nello stesso paese di diecimila anime: Fivizzano, provincia di Massa Carrara, di cui Bondi fu anche sindaco comunista.

Ma per il bene della (carriera) politica, si superano ostacoli di ogni tipo. Ostacoli apparentemente insormontabili, come fu la decisione di Bondi di “tradire” Berlusconi certificando il fallimento del partito fondato dal suo amatissimo leader: “Forza Italia ha fallito su tutto. Berlusconi sostenga Renzi. La sua forza nasce dal fatto di proporsi di realizzare quel cambiamento e quella modernizzazione che il centrodestra non può dichiarare di aver realizzato pienamente”.

In confronto, quella di oggi è roba da nulla.