Armando Cossutta è morto, aveva 89 anni

Armando Cossutta è morto a 89 anni all’Ospedale San Camillo di Roma.

È morto ieri, a Roma, Armando Cossutta. Aveva 89 anni, era ricoverato da tempo all’Ospedale San Camillo.

Cossutta, nato il 2 settembre 1926 a Milano, partigiano, è stato uno dei principali dirigenti del PCI. Dal 1992 fu poi tra i fondatori e leader del Partito della Rifondazione Comunista e in seguito del Partito dei Comunisti Italiani.

Lunghissima la sua esperienza parlamentare. Lasciò l’attività politica nel 2007. Dal 2009 è stato vice presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dal cui sito riportiamo alcune note biografiche.

La gioventù e la condanna alla fucilazione:

Figlio di un operaio di origine triestina che lavorava alla Marelli di Sesto San Giovanni, Cossutta nel 1943 si è iscritto al Partito Comunista Italiano. Subito dopo l’armistizio è entrato nella Resistenza, battendosi contro i nazifascisti come partigiano delle Brigate Garibaldi. Catturato e condannato alla fucilazione, si salvò soltanto perché i militi del plotone d’esecuzione (come racconta nel libro autobiografico Una storia comunista, edito nel 2004 dalla Rizzoli), spararono in aria.

L’attività politica:

Dopo la Liberazione, interrotti gli studi, si è dedicato completamente all’attività politica che, dopo l’esordio a Sesto San Giovanni, lo ha visto, dal 1951, consigliere comunale a Milano, segretario della Federazione milanese del PCI, segretario regionale del suo partito, membro del Comitato centrale, della Direzione e della Segreteria. Cossutta, parlamentare dal 1972, ha rappresentato il PCI al Senato dalla VI all’XI Legislatura; dalla XII alla XIV è stato deputato; dal 1999 al 2004 è stato anche deputato al Parlamento europeo.
Già in dissenso con Enrico Berlinguer, quando l’allora segretario del PCI sostenne l’esaurimento della “spinta propulsiva” della Rivoluzione d’Ottobre, Cossutta fu poi contrario allo scioglimento del PCI proposto da Achille Occhetto. È stato lui, con Sergio Garavini, Lucio Libertini e altri suoi compagni a costituire il Partito della Rifondazione Comunista. Se ne staccò allorché, nel 1998, Fausto Bertinotti, divenuto segretario del PRC, decise di ritirare la fiducia al Governo Prodi.
Armando Cossutta fondò allora, con Oliviero Diliberto, il PdCI (Partito dei Comunisti Italiani). Nel 2006 è stato rieletto senatore dell’Emilia-Romagna per la lista “Insieme per l’Unione”, presentata dal Partito dei comunisti italiani. Ha aderito, quindi al Gruppo parlamentare “Insieme con l’Unione – Verdi – Comunisti italiani” ed è entrato a far parte della “Commissione permanente Affari esteri, Emigrazione”. Nel giugno del 2006 Armando Cossutta, in dissenso con la linea politica del segretario Diliberto, si è dimesso da presidente dei comunisti italiani.