Virus – Il contagio delle idee | Puntata 10 dicembre 2015

Virus | La puntata del 10 dicembre 2015.

  • 21:28

    Inizio trasmissione. La puntata di stasera inizia con gli Sgarbi di Virus. Sgarbi: “Qualche tempo fa, il sindaco di Venezia, rustico ma concreto, ci ha comunicato che Venezia è in passivo di 400-500 milioni di euro. La soluzione è stata quella di vendere un Klimt e un Chagall. Il Klimt oggi vale almeno 250 milioni di euro. Un’idea interessante. Qualche tempo fa, il Nudo disteso di Modigliani è stato venduto da un privato per 170 milioni di dollari e l’ha comprato un cinese a New York. Secondo voi, lo Stato è intervenuto?”.

  • 21:39

    In studio, ci sono Roberta Pinotti ed Edward Luttwak. Pinotti: “All’inizio, abbiamo sottovalutato l’Isis. Abbiamo parlato troppo della crisi Russia-Ucraina e non dell’Isis. Oggi l’Italia è la seconda nazione, dopo gli Usa, che ha il contingente più numeroso nella lotta contro l’Isis. L’Isis è una minaccia e noi dobbiamo intervenire”. Luttwak: “Obama è stato criticato per aver sottovalutato l’Isis e la situazione in generale. Anche in Tunisia, in Egitto e in Libia, ci sono gruppi molto attivi. Obama ha capito una cosa, che il potere militare americano può essere usato solo indirettamente. I bombardamenti a Raqqa sono a vanvera. Per bombardare efficacemente, serve un intervento di terra. Non ci sono obiettivi concreti. Dopo la strage di San Bernardino e la foto dei due terroristi, la situazione per Obama è cambiata”.

  • 21:44

    Pinotti: “L’Italia non è a Raqqa. Io sono stata tre volte a visitare il nostro contigente. I terroristi hanno imparato a nascondersi dove si trovano i civili. Con il lavoro di ricognizione e con l’addestramento di forze speciali delle forze italiane, si vanno le verifiche e gli interventi sono puntuali”. Va in onda un servizio realizzato al confine tra Turchia e Siria dove non ci sono controlli.

  • 21:55

    Pinotti: “In Turchia, un problema sul tema confini c’è ed è preoccupante. Un Turchia è un paese Nato che fa parte della coalizione anti-Isis. Da alleati, si deve avere una condivisione di valori. Per entrare in Europa, ci sono dei dossier e uno dei dossier riguarda i diritti: non c’è dubbio che servono passi avanti nella cultura dei diritti”. Luttwak: “In Turchia, c’è un aspetto europeo. Negli ultimi 10 anni, il governo turco è diventato un governo islamico-sunnita. Abbiamo un problema: il governo turco che era entrato nella Nato era laico. La Turchia non ha fatto niente per ostacolare l’Isis perché l’Isis è sunnita”. Pinotti: “La Turchia è geograficamente fondamentale e non si può eliminare. Io penso che tutti coloro che vogliono combattere l’Isis devono avere una strategia comune”.

  • 22:07

    Vanno in onda i retroscena di Luigi Bisignani sulla web-security. Pinotti: “Noi abbiamo due sistemi informatici: uno sulle azioni amministrative e un sistema riservato che non è mai stato hackerato. E’ fondamentale, un investimento sulla cyber-security. Il governo Renzi ha investito 150 milioni di euro. E’ una parte fondamentale della sicurezza. Giubileo? Prima del Giubileo, c’è stato l’Expo e la preoccupazione già c’era. Anche l’Italia è un obiettivo dell’Isis come tutte le nazioni europee. La vigilanza è alta e si alza ancora di più quando ci sono gli eventi. Dico ai cittadini che stiamo lavorando con attenzione ma è ovvio che non siamo esenti da rischi. L’Italia non bombarda ma è presente in molti fronti”. Luttwak: “L’Italia non è considerata meno “cattiva””.

  • 22:14

    Luttwak: “Servizi segreti? Ho lavorato con il Sismi nel 2003-04. Io sono consulente di sicurezza e lavoro per governi democratici. Alcuni paesi usano un metodo investigativo e sbagliano, l’Italia utilizza un sistema diverso che funziona: l’Italia non lascia andare i jihadisti. All’epoca degli attentati di Madrid, gli italiani avvisarono gli spagnoli riguardo i terroristi”. Va in onda un servizio dedicato ai pellegrini del Giubileo.

  • 22:28

    In studio c’è Khalid Chaouki: “Milioni di comunità musulmane si sono integrate in Europa e negli Usa. C’è un tema, però, all’interno del mondo islamico e riguarda la cittadinanza comune. E’ una sfida importante e c’è molto lavoro da fare. Noi dobbiamo iniziare a trattare le persone da cittadini e non da comunità”. Luttwak: “C’è stato un grande cambiamento nel mondo islamico, c’è stata una deriva verso un islamismo più spinto, un grande movimento verso il fondamentalismo e questo ha degli effetti molto complessi. Tanti musulmani sono venuti in Europa per scappare da questo tipo di Islam. Il pericolo, però, è che i musulmani in Europa possano essere attratti da questo tipo di Islam”. Va in onda un’intervista ad Amina, una studentessa di Milano musulmana: “Dobbiamo accomunarci e combattere questo nemico”.

  • 22:39

    In collegamento c’è Matteo Salvini: “Dobbiamo tenere alto l’orgoglio delle nostre radici. Se sono persone perbene e se sono persone in regola, c’è spazio per tutti”. Chaouki: “Abbiamo leggi molto chiare. In questo momento particolare, però, servono proposte di convivenza e non proporre elementi di conflitto. Salvini e il presepe? Una strumentalizzazione rischiosa anche se il preside di quella scuola ha sbagliato. Se escludiamo le persone, si creano i ghetti”.

  • 22:45

    Luttwak: “Il mondo islamico è pieno di musica. Solo gli ultra-estremisti rifiutano la musica. Non bisogna dare alcun spazio a queste persone”. Salvini: “L’integrazione prevede numeri limitati e regole ben precise. L’integrazione limitata è un valore. Mantenere centinaia di clandestini che bivaccano è sbagliato. Cedere a richieste folli non è integrazione”. Chaouki: “Salvini generalizza. Queste sono situazioni particolari. Bisogna spendere soldi nell’integrazione. Il velo vietato in Lombardia? Se la legge italiana dice già che bisogna andare in giro a volto scoperto, perché Maroni spende energie per fare propaganda quando la legge c’è già dal ’75? La Le Pen è più responsabile della Lega”.

  • 22:54

    Luttwak: “In Germania, c’è l’obbligo di fare i sermoni in tedesco. Ci sono misure civiche per proteggere le persone qui in Europa”. Chaouki: “Decine di moschee con predicatori estremiste sono già state chiuse in Tunisia e Marocco. Lavoriamo insieme per un’intesa con i musulmani italiani”. Salvini: “Per aprire una moschea in Italia, voglio sapere chi paga, chi la frequenta e chi predica. Il traffico dei migranti e gli sbarchi finanziano l’Isis. Bisogna limitare, controllare ed espellere”. Va in onda un’intervista a Massimo Cacciari: “La sottomissione dolce all’Islam? E’ una provocazione. Non sarà mai la soluzione. Dobbiamo costruire una società multietnica e multiculturale. Il fondamentalismo islamico ha ragioni sociali ed economiche. Il fondamentalismo cristiano non potrà mai attecchire. La vittoria di Marine Le Pen è il fallimento dell’unità dell’Europa”.

  • 23:01

    Salvini: “Non permetterei mai la nascita di un partito islamico in Italia”. Chaouki: “Mi conforta il fatto che il partito islamico in Francia ha fatto numeri ridicoli. La maggioranza dei musulmani sono persone normali”. Luttwak: “Con un partito islamico, la Lega avrebbe il doppio dei voti”. Inizia Il Corpo a Corpo e riguarderà il decreto Salva-Banche. La domanda virale è: lo Stato deve risarcire chi fa investimenti a rischio con le banche? Gli ospiti in studio sono Rosario Trefiletti e l’avvocato Alessandro De Nicola.

  • 23:07

    De Nicola: “Non si deve risarcire. Se si fa un investimento finanziario, c’è il rischio. Non sono un dono, non c’è una rendita perpetua. Perché si deve risarcire chi fa investimenti in titoli di banca e non quelli che investono in titoli di società?”. Trefiletti: “Tutti i risparmiatori devono essere risarciti”. Va in onda un servizio de Il Fatto Quotidiano con alcune dichiarazioni dei risparmiatori che hanno perso i soldi. In studio c’è una risparmiatrice di Banca Etruria di nome Donatella D’Ambrosio: “Ho investito in obbligazioni subordinate e ho investito in obbligazioni convertibili in azioni. Ero cosciente che le azioni fossero pericolose ma sulle obbligazioni ero stata tranquillizzata. Ho accettato quello che mi sembrava un buon consiglio. Io ero certa che nel 2018 avrei riavuto il valore nominale. Dopo il decreto, ho ricevuto una comunicazione urgente: mi dissero che avevo perso i soldi. Fortunatamente ancora lavoro e riesco a mangiare ma per mettere da parte di nuovo quel gruzzolo mi servono anni. Non sono stata superficiale”.

  • 23:15

    Trefiletti: “Basterebbe una pagina con su scritto: “Ti sto vendendo un prodotto rischioso”. I cittadini non sono stati informati. Abbiamo denunciato la Banca d’Italia alla Procura della Repubblica. La Banca d’Italia non può non fare vigilanza”. In collegamento c’è Ennio Doris: “Tanti anni fa, le obbligazioni erano sicure e la parola banca era sinonimo di sicurezza. Questo è il vissuto della gente normale. I depositi bancari erano sicuri. La mia idea era di usare il fondo di garanzia dei depositi per entrare nel capitale delle banche e risanarle. L’Europa mise il veto perché parlò di aiuto di Stato. Fu un cavillo giuridico”.

  • 23:22

    De Nicola: “La proposta di Doris era ragionevole. Erano soldi privati. L’ignoranza finanziaria del nostro paese è un problema. Meno del 20% non conoscono nemmeno le cose base. E’ un problema pubblico e nazionale. L’educazione finanziaria è un problema”. Trefiletti: “Ciò che ha detto Doris è ragionevole. Bisogna tirare fuori le unghie con l’Europa. I problemi non si risolvono con l’educazione finanziaria. Le responsabilità sono di chi propina ai cittadini questi investimenti”. In collegamento c’è Alan Friedman: “Se fossimo stati in Usa, ci sarebbe stata una class-action contro le banche. Io propongo in Italia il divieto di vendere e consigliare prodotti propri della banca ai clienti della banca. E’ conflitto d’interesse. Bisogna distinguere i piccoli risparmiatori dai grandi speculatori che possono permettersi di avere delle perdite. Il governo Renzi deve trovare una soluzione per restituire i soldi agli obbligazionisti che sono stati fregati”.

  • 23:31

    De Nicola: “Contro le frodi, sono giuste le class-action. In America, sono fallite 127 banche e a nessuno è venuta in mente l’idea di ridare i soldi agli obbligazionisti”. Doris: “Se la banca non può vendere i suoi prodotti, il conto di deposito sarebbe suo e quindi chiuderebbe. Lo Stato americano è diventato azionista del sistema bancario. In Inghilterra, la Royal Bank of Scotland è di proprietà dello Stato inglese per l’81%. Si sono evitati disastri”. De Nicola: “Un conto sono i rischi sistemici e un altro conto sono le situazioni normali. Le 127 banchette in Usa sono fallite”. Doris: “Il decreto salva-banche? Mai nome fu più sbagliato. Si tratta di un decreto salva depositi e obbligazioni ordinarie, usando il denaro del sistema bancario”. Trefiletti: “Noi siamo condannati a vedere che si salvano le banche europee tranne le banche italiane”.

  • 23:40

    De Nicola: “I rischi sistemici sono diversi dalle situazioni fisiologiche di banche gestite male. In Italia, le crisi bancarie è un problema di governo di queste banche. Non si possono salvare sia le banche che i contribuenti. Il popolo si aiuta non facendogli pagare più le tasse”. Va in onda un’intervista a Antonio Patuelli: “Il capo di vigilanza di Banca d’Italia ha dichiarato ufficialmente che l’intervento del fondo interbancario del fondo di depositi avrebbe consentito il superamento delle crisi bancarie, senza il sacrificio dei creditori”. Friedman: “E’ vero che ci sono vincoli dell’UE ma è anche vero che le persone erano poco informate e le banche non hanno fatto il loro dovere. Ci sono molte sofferenze nel sistema bancario italiano. Il governo italiano e Bruxelles devono mettersi d’accordo: la mia proposta è salvare i piccoli risparmiatori sotto i 100mila euro”. Doris: “L’Italia non ha fatto quello che hanno fatto gli altri stati perché non ne aveva il bisogno. Il sistema era solido e l’Italia era rimasta fuori da tutte le operazioni bancarie che hanno messo in crisi le banche europee. Poi è arrivata la crisi e le perdite sono esplose. Le banche hanno reagito, sacrificando gli azionisti. Il sistema bancario ha perso oltre 50 miliardi di euro. Le banche si sono salvate tranne queste 4”. Trefiletti: “Bisogna trovare una soluzione per i risparmiatori e colpire chi non ha fatto vigilanza”. De Nicola: “Il decreto è giusto”.

  • 23:58

    Intervista finale a Luca Barbareschi: “La politica italiana ha svilito il prodotto teatrale. Il problema è dare prodotti che valgono il prezzo del biglietto. Spero che qualcuno faccia una rivoluzione. In politica, sono riuscito a fare delle buone leggi. La politica mi ha arricchito umanamente”. La puntata termina qui.

Virus – Il contagio delle idee è un programma d’approfondimento giornalistico, in onda su Rai 2 ogni giovedì a partire dalle ore 21:20.

Il programma, oltre alle interviste con gli ospiti in studio e in collegamento e ai reportage, è composto da una serie di rubriche come il Fact-Checking di Pagella Politica, la Social Room con Greta Mauro, gli Sgarbi di Virus con Vittorio Sgarbi, il Corpo a Corpo e l’intervista in chiusura di puntata.

Virus | Rai 2 | Anticipazioni puntata 10 dicembre 2015

Questa sera, andrà in onda la quattordicesima puntata della terza edizione.

Si parlerà di Giubileo, della paura per il terrorismo e della vittoria del Front National di Marine Le Pen in Francia.

In studio e in collegamento, ci saranno il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il politologo Edward Luttwak, il leader della Lega Nord, Matteo Salvini e il deputato del Partito Democratico, Khalid Chaouki.

Luca Barbareschi, attore, produttore, politico e direttore del Teatro Eliseo di Roma, sarà il protagonista dell’intervista finale.

Virus | Rai 2 | Dove vederlo

Virus – Il contagio delle idee andrà in onda questa sera su Rai 2 a partire dalle ore 21:20.

In streaming, il programma è visibile sul sito Rai.tv.

La puntata intera sarà disponibile il giorno dopo sempre sul sito Rai.tv, nella sezione Rai Replay.

Virus | Rai 2 | Second Screen

Il programma di Rai 2 ha un sito ufficiale.

Virus – Il contagio delle idee è presente anche su Facebook con una pagina ufficiale

La trasmissione ha anche un account ufficiale su Twitter.

Durante la messa in onda del programma, sarà possibile esprimersi a favore di uno dei due ospiti in studio attraverso gli hashtag che verranno comunicati durante la puntata.

Per il liveblogging, invece, il consueto appuntamento è su Polisblog, magazine di Blogo, a partire dalle ore 21:20.

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