Usa, restrizioni sui visti: primo voto favorevole del Congresso

La Camera Usa dà il via libera alla stretta sui visti. Riguarderà cittadini di Iraq e Siria e chiunque abbia viaggiato in questi paesi negli ultimi 5 anni

La Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha dato il suo assenso ad un progetto di legge che limita l’ingresso entro i confini nazionali. Il testo, appoggiato dal presidente Barack Obama, è stato approvato con 407 voti favorevoli e 19 contrari.

Dopo gli attentati di Parigi e la strage di San Bernardino, Obama aveva fatto capire, nel suo discorso dallo Studio Ovale, che in termini di sicurezza qualcosa sarebbe cambiato. E la decisione della Camera certifica che proprio la sicurezza sarà uno dei grandi temi al centro dibattito nei prossimi mesi, a ridosso dell’elezione del nuovo presidente.

Sentore, questo, confermato anche dalle dichiarazioni reboanti del candidato alle primarie repubblicane, Donald Trump, che ha proposto di chiudere internet e i social media per arginare la diffusione degli estremismi e di vietare l’ingresso negli Usa ai musulmani.

Il progetto di legge approvato ieri rende obbligatorio il visto per i cittadini di Iraq e Siria e per chiunque abbia visitato questi paese negli ultimi 5 anni, anche se provenienti da nazioni incluse nel Waiver Visa program (Programma di esenzione di visto d’ingresso). In base a tale programma si può soggiornare negli Usa per un periodo di 90 giorni, per motivi di lavoro o turismo, senza autorizzazione sul passaporto. Tra i 38 paesi che godono dell’esenzione, ci sono anche l’Italia, la Francia e il Belgio.

Tuttavia, il provvedimento è inserito nella legge di bilancio di fine anno, ancora in discussione al Congresso. Dopo il voto del Senato, l’approvazione finale della norma è prevista entro il fine settimana.

Ricordiamo che il voto della Camera, arriva dopo l’approvazione di una misura che pone nuove restrizioni sull’accettazione di rifugiati siriani e iracheni negli Stati Uniti.

Come afferma il New York Times, anche l’industria dei viaggi ha dovuto fare buon viso a cattivo a gioco, non opponendosi alle nuove norme sui visti. A tale riguardo, la U.S. Travel Association, che ha già speso 2milioni di dollari quest’anno in attività di lobbying, ha lavorato con i legislatori per la regolazione della Visa Waiver Program, cercando di ridurre al minimo le modifiche sostanziali.

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