Piazzapulita | Puntata 26 novembre 2015

Piazzapulita: la puntata del 26 novembre 2015

  • 21.19

    Inizia la puntata.

  • 21.22

    Formigli dice che “ad Assad serve l’ISIS come pretesto per consolidare la propria dittatura, mentre alla Turchia l’ISIS serve come pretesto per combattere lo storico nemico, ossia i curdi”.

  • 21.25

    In studio Carlo Freccero, Paolo Magri, Carlo Panella. Da Londra Barbara Serra.

  • 21.26

    Le immagini di propaganda diffuse dallo Stato Islamico. Distruzione e bombardamenti.

  • 21.29

    Adib Fateh Ali intervista il comandantante delle Forze di liberazione di Raqqua: “Noi siamo pronti all’attacco, stiamo soltanto aspettando l’ordine”.

  • 21.33

    Freccero: “Questa guerra è l’opposto della prima guerra del Golfo, che era chiara, chirurgica, matematica, precisa. Qui si bombarda un obiettivo per colpirne un altro”.

  • 21.36

    Freccero: “Non ho ancora capito se devo stare con la Russia, con la Nato o con altri”.

  • 21.37

    Panella: “Noi occidentali non stiamo facendo la guerra, ma i bombardamenti”.

  • 21.40

    Panella: “Le bombe non servono a niente, sono la rappresentazione di una non comprensione dell’Occidente e della Russia di quello che sta succedendo”.

  • 21.41

    Serra: “Se butti una bomba ci saranno comunque danni collaterali, cioè persone morte”.

  • 21.43

    In Turchia sono stati arrestati il direttore e il caporedattore di Cumhuriyet: rischiano l’ergastolo per aver pubblicato l’articolo dal titolo “Le armi che Erdogan non vuole farci vedere”.

  • 21.51

    L’export italiano delle armi.

  • 21.53

    Formigli: “C’è una strana acquiescenza e tolleranza nei confronti delll’Isis”. Magri: “Certo, ad Assad ha fatto comodo”.

  • 21.55

    Il reportage di Formigli sui bambi schiavizzati in Iraq.

  • 21.56

    Da una fossa comune di Sinjar Formigli ha ricostruito la storia sui bambini schiavi dell’Isis.

  • 22.00

    Un padre: “Tra i fucilati dall’Isis c’erano anche mio fratello e mio figlio diciottenne. Io sono fuggito all’alba”.

  • 22.02

    Il padre aggiunge: “Mio figlio è stato rapito e indottrinato dall’Isis”. E mostra la fede di sua moglie, ritrovata nella fossa comune.

  • 22.05

    Serra: “Anche ora dopo Parigi tra i poteri occidentali nessuno sta parlando di mandare eserciti. Si parla solo di bombardamenti”.

  • 22.08

    Serra: “In Iraq è nato Isis perché c’era un governo visto come non legittimo”.

  • 22.12

    Panella: “Obama non ha ancora scelto se stare con l’Iran o con i sunniti”.

  • 22.18

    Magri: “In Iraq gli americani hanno compiuto atti di violenza e di umiliazione che tutto il mondo arabo ha visto e che noi pagheremo per un paio di generazioni”.

  • 22.20

    Magri: “Perché gli europei non vanno sul territorio? Perché oggi non abbiamo bisogno di crociate. E perché noi occidentali andiamo in guerra con l’obiettivo primario è non morire. Se ci confrontiamo con persone il cui primo obiettivo è morire abbiamo un problema”.

  • 22.22

    Panella: “Stiamo facendo nei confronti dei curdi quello che facciamo con Israele: che combattano loro per noi”.

  • 22.27

    Magri: “Servono bombe, servono scarponi e serve la politica”.

  • 22.28

    In onda un servizio che raccoglie le testimonianze della moglie e dei figli del superstite Yazida

  • 22.28

    “Mi picchiavano tutti i giorni perché mi rifiutavo di ripetere i versi del Corano”.

  • 22.36

    L’intervista a Nicolò Pollari, ex Presidente Sismi: “In Italia nessun attentato? Siamo stati fortunati e anche bravi. Non è vero che tutti i musulmani sono fondamentalisti. La popolazione musulmana è la prima vittima del fondamentalismo”.

  • 22.40

    Sarzanini del Corriere della Sera: “La nostra intelligence è migliore di quella francese? Finché non ci sarà un attentato. Se in Italia ci fossero stati due attentati a distanza di 10 mesi credo che staremmo tutti in piazza a protestare e a dividerci politicamente”.

  • 22.45

    Sarzanini nota che in Italia, a differenza che in Francia, “non siamo alla terza generazione di musulmani”.

  • 22.45

    In un servizio i giubbotti antiproiettili scaduti.

  • 22.49

    Un giubbotto antiproiettile scaduto si buca quando colpito da un kalashnikov.

  • 22.51

    Freccero su Parigi: “Il fatto che l’inchiesta su Charlie Hebdo è stata secreta mi fa sospettare. Mi meraviglia la debolezza dei servizi segreti francesi”.

  • 22.53

    Freccero: “A Bruxelles credo siano prove generali per dimostrare che l’Occidente può affrontare lo stato di guerra”.

  • 22.54

    Magri: “Sogno un Paese in cui ci si accorge che i giubbotti antiproiettili non funzionano a prescindere dalla strage di Parigi”.

  • 23.02

    De Angelis: “Il Pd pare la Chicago degli Anni ’30”. E riassume gli ultimi episodi interni al partito di Renzi, tra Bassolino, elezioni comunali e Roma.

  • 23.05

    Serracchiani in studio.

  • 23.06

    Serracchiani: “Fare il Presidente del Consiglio e il segretario del principale partito italiano contemporaneamente? Si può fare, questo è una forza”.

  • 23.10

    Serracchiani: “Entro l’anno il corpo dei Forestali entrerà nei Carabinieri”.

  • 23.10

    Serracchiani: “L’Italia è in guerra? L’Italia è dentro una coalizione internazionale. Siamo sotto attacco terroristico, ma bisogna capire in qualche strategia complessiva ci stiamo muovendo”.

  • 23.13

    Serracchiani: “Una bomba non è mai giusta. L’azione militare non è l’unica soluzione”.

  • 23.16

    Serracchiani risponde a Di Battista spiegando che l’Arabia Saudita fa parte della coalizione che combatte l’Isis.

  • 23.20

    Le immagini della frontiera di Gorizia. Serracchiani: “Fatichiamo a trovare posto per le 1500 persone. In altre Regioni ci sono molte più persone per strada”.

  • 23.23

    Serracchiani: “Laddove ci sono i profughi c’è tanta gente che scappa dai terroristi”. In onda il reportage sulla frontiera di Gorizia, al confine tra Italia e Slovenia.

  • 23.27

    I profughi che viaggiano verso l’Europa del Nord.

  • 23.32

    Sami, Sarzanini e Merlino in studio.

  • 23.32

    Sarzanini: “I traffici illeciti alle frontiere devono preoccuparci. I controlli sono a campione. Non credo comunque che l’approvvigionamento dei terroristi avvenga tramite auto, credo ci sia un meccanismo diverso”.

  • 23.40

    Riascoltiamo le parole di Idris, che lancia l’allarme sulle infiltrazioni tra i profughi afghani.

  • 23.42

    Sami: “Ho sempre sostenuto l’importanza della registrazione, ma prima bisogna stabilire l’importanza dell’accoglienza”.

  • 23.45

    Merlino: “Dov’è Federica Mogherini? È successo di tutto, ma lei non c’è”.

  • 23.48

    Sarzanini: “Il vero pericolo è interno”. Merlino: “Hai ragione. Se teniamo persone per 1 anno e mezzo chiuse nei centri di accoglienza dobbiamo aspettarci che succeda qualcosa”.

  • 23.50

    Sami: “I controlli in Italia ci sono, il problema sono i controlli in Europa”.

  • 23.52

    Sarzanini: “Le forze di intelligence sono sottopagate? No, il problema riguarda le forze dell’ordine in questo senso”.

  • 23.52

    La sicurezza nelle stazioni in Italia.

  • 23.59

    In un servizio la storia di una ragazza partita in Turchia dall’Italia. Non si hanno più sue tracce. Forse si è arruolata nell’Isis in Siria.

  • 00.04

    Buttafuoco: “Sono radicato nella tradizione. E la mia tradizione è nell’adesione al sacro dove l’Islam è raggio di una stessa luce”.

  • 00.10

    Buttafuoco racconta il suo percorso verso l’Islam: “Prego molto, sono credente”.

  • 00.11

    Buttafuoco: “Meloni ha detto che non potevo essere candidato in Sicilia perché musulmano”.

  • 00.12

    Buttafuoco: “Fino a quando si farà l’equazione Islam uguale terrorismo significherà come minimo dare la più potente arma ai nostri nemici perché l’equazione significherebbe che un miliardo e 700 milioni di esseri umani sono terroristi”.

  • 00.14

    Buttafuoco: “L’Italia, l’Europa e Gli Stati fanno la guerra a quelli che combattono sul terreno i terroristi”.

  • 00.18

    In un servizio i sospetti jihadisti a Bologna.

  • 00.22

    In studio anche Silvia Sardone e alcune donne musulmane.

  • 00.23

    Sardone sottolinea che alla recente manifestazione dopo i fatti di Parigi erano soltanto 500 gli islamici in piazza Duomo a Milano.

  • 00.24

    Merlino: “Questo terrorismo hanno scelto di farlo in nome di Allah e questo crea un problema enorme”.

  • 00.27

    Merlino: “Non si può criminalizzare una grande religione come l’Islam, ma non si può essere politicamente corretti: serve trasparenza”.

  • 00.29

    Una ragazza musulmana sostiene che alcuni musulmani non siano scesi in piazza perché non sentivano il bisogno di dissociarsi da qualcosa, il terrorismo, alla quale mai si sono associati.

  • 00.34

    Sardone: “Moschee da chiudere? Io vorrei delle regole”.

  • 00.36

    Merlino:”Ci siamo accorti dell’Isis troppo tardi. Per molto tempo abbiamo fatto finta di niente, non capendo o non volendo capire”.

  • 00.39

    I musulmani creano ansia negli italiani.

  • 00.40

    Merlino sottolinea la dignità della famiglia di Valeria, la ragazza italiana morta a Parigi.

  • 00.42

    La rubrica Giù la maschera, con lo studio della comunicazione non verbale di un kamikaze, chiude la puntata.

Piazzapulita, il talk show di La7 condotto da Corrado Formigli, torna in onda questa sera. Blogo seguirà l’intera puntata in liveblogging a partire dalle ore 21.10.

Piazzapulita | Anticipazioni puntata 26 novembre 2015

Tra gli ospiti di Corrado Formigli il vice segretario del PD e Governatore del Friuli Venezia-Giulia Debora Serracchiani, il portavoce dell’UNHCR Carlotta Sami, il direttore dell’ISPI Paolo Magri, Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera, il politologo Edward Luttwak, il membro del CdA RAI Carlo Freccero, il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco, Carlo Panella de Il Foglio, Barbara Serra di Al Jazeera, la conduttrice de L’ Aria che tira su La7 Myrta Merlino, Silvia Sardone (FI) e Alessandro De Angelis de L’Huffington Post.

In primo piano la tratta delle donne e dei bambini, i rapimenti e i riscatti in tempo di guerra, il genocidio degli yazidi per mano dell’ Isis in Iraq, raccontato da Idris, un abitante di un villaggio vicino a Sinjar fuggito da una fossa comune. Il tutto in un nuovo reportage realizzato da Formigli in Iraq. Spazio anche alla testimonianza della moglie di Idris, rapita dagli uomini dello Stato Islamico mentre era incinta, costretta a fare la serva e picchiata ogni giorno perché non era disposta a convertirsi. Saranno mostrati anche i video e le foto dei suoi bambini obbligati a impugnare pistole e fucili e a recitare versetti del Corano.

Piazzapulita | Come vederlo in tv e in streaming

Tutte le puntate di Piazzapulita, in onda su La7 a partire dalle ore 21.10, sono visibili in diretta streaming sul sito ufficiale di La7. Su Blogo il liveblogging.

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