Le sorprese del decreto Milleproroghe: 1,7 miliardi di buco per le cartolarizzazioni di Tremonti e soldi ai giornali di partito

Il Senato, con 162 sì e 126 no, ha dato parere favorevole alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento al decreto legge Milleproroghe. Il provvedimento è stato dunque approvato e ora passa all’esame della Camera per la definitiva conversione in legge. Di questa strana creatura, il Milleproroghe, e delle porcherie connesse, abbiamo già detto. Ma


Il Senato, con 162 sì e 126 no, ha dato parere favorevole alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento al decreto legge Milleproroghe. Il provvedimento è stato dunque approvato e ora passa all’esame della Camera per la definitiva conversione in legge.

Di questa strana creatura, il Milleproroghe, e delle porcherie connesse, abbiamo già detto. Ma scavando un po’, altre eccezionali novità vengono alla luce.

Ad esempio Stefano Lepri, su La Stampa, mette in evidenza che una delle creature della finanza creativa del ministro Tremonti, la cartolarizzazione (ossia la vendita degli immobili pubblici attraverso una apposita società, la Scip) verrà chiusa, con un buco di circa 1,7 miliardi di euro da colmare, una grave perdita di cui non si riescono neppure a individuare i contorni, 13 mila immobili da riconsegnare agli enti proprietari e un giudizio della Corte dei Conti che parla di “scarsa trasparenza, scorciatoie procedurali e un contributo molto limitato al bilancio pubblico”.

La possibilità di promuovere la famosa Class Action viene ulteriormente rinviata al primo luglio 2009, mentre ai vecchi giornali di partito non è più richiesto il requisito della rappresentanza parlamentare, cioè la presenza di un eletto per ogni Camera.

Merita un cenno anche quanto riportato da Giuseppe Oddo sul Sole 24 ore: nel Mileproroghe è prevista una donazione al Comune di Palermo di 80 milioni di euro, per evitare che l’amministrazione debba dichiarare il fallimento.

Ma sarà questo che intendono per federalismo fiscale?.