Video Piero Marrazzo: spunta un quinto carabiniere, pubblicati tutti i verbali del caso

La vicenda del video in cui Piero Marrazzo, il Governatore della Regione Lazio autosospesosi, appare insieme a un transessuale, continua a essere sulle prime pagine. Se ne è parlato nell’ultima puntata di Annozero, nel corso della quale sono state mostrate due video ricostruzioni dell’irruzione dei quattro carabinieri nell’appartamento di via Gradoli 96 a Roma.Vi abbiamo


La vicenda del video in cui Piero Marrazzo, il Governatore della Regione Lazio autosospesosi, appare insieme a un transessuale, continua a essere sulle prime pagine. Se ne è parlato nell’ultima puntata di Annozero, nel corso della quale sono state mostrate due video ricostruzioni dell’irruzione dei quattro carabinieri nell’appartamento di via Gradoli 96 a Roma.

Vi abbiamo già parlato del presunto coinvolgimento di altri politici e personaggio noti del mondo dello spettacolo e delle cifre dietro questa storia e ora spunta la presenza di un quinto carabiniere, Donato D’Autilia, pugliese di 42 anni, in servizio a Roma, indagato a piede libero dalla Procura per ricettazione.

D’Autilia, in almeno due occasioni, sarebbe apparso insieme a Testini, Tagliente, Simeone e Tamburrino, i quattro carabinieri fermati, durante i mesi della trattativa per la vendita del video del ricatto. Sarebbe stato lui, stando a quanto si è appreso in queste ore, a custodire per un po’ di tempo, il famigerato video di 2 minuti e 48 secondi, che in realtà sarebbe parte di un filmato lungo 13 minuti.

E mentre c’è chi sospetta che il condominio di via Gradoli fosse un vero e proprio punto di ritrovo di attori e politici, Il Giornale ha pubblicato tutti i verbali del caso Marrazzo.

Tocca al carabiniere scelto Carlo Tagliente: «Nei primi giorni di luglio 2009, credo, se non ricordo male, fosse il 3, unitamente al mio collega Simeone Luciano, ho avuto un contatto con un confidente legato al mondo dei transessuali, tale Cafasso Gianguarino. Preciso che quest’ultimo era un confidente del maresciallo Testini Nicola, ma (…) è diventato anche mio confidente. Come vi dicevo quel giorno ci chiamò, non ricordo come e su quale utenza, noi (io e Simeone) andammo all’appuntamento e lui ci disse che (…) si stava svolgendo un festino con dei trans all’interno di un appartamento di Roma, via Gradoli (…). Ivi giunti, nella tarda mattinata – primo pomeriggio (ora di pranzo), bussammo alla porta dell’appartamento qualificandoci come carabinieri. Aprì un viados di pelle scura, moro di capelli. Noi entrammo e ci trovammo di fronte una persona di sesso maschile che riconoscemmo subito essere il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Alla vista di questa personalità ci trovammo in gravissimo imbarazzo anche perché indossava solo una maglia intima e le mutande per cui non sapemmo veramente cosa fare. Lui ci pregò con gli occhi lucidi di non fare nulla perché ci diceva «io ho una mia dignità e la mia posizione… vi prego aiutatemi… saprò ricompensarvi, vi aiuterò nell’Arma». Quindi ci disse che avrebbe potuto aiutarci se volessimo un trasferimento. Io purtroppo devo dirvi che ho una grave situazione familiare, perché ho un nipote di 5 anni in gravissime condizioni. La voglia quindi di cercare di rendermi utile alla mia famiglia mi ha fatto ritenere che veramente avrebbe potuto aiutarmi».

I dubbi e i misteri su questa vicenda sono molti. Alessandro Gilioli, de L’Epresso, si interroga su uno dei quesiti: cosa c’entra Alfonso Signorini, diretto del settimanale Chi?

Lui sostiene di averne fatta una copia dopo averlo ricevuto come gli altri direttori, ai primi di ottobre. Non si capisce perché se la sia fatta, visto che non la intendeva pubblicare («appena ho visto le immagini ho ritenuto che non fosse assolutamente il caso di renderle pubbliche, né di acquistarle»).

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