Forza Italia. Augusto Minzolini condannato per peculato: decadrà da senatore

L’ex direttore del Tg1, condannato per peculato e interdetto dai pubblici uffici, perderà il seggio per effetto della legge Severino

di guido

La condanna definitiva a 2 anni e mezzo di reclusione per peculato varrà per Augusto Minzolini l’interdizione dai pubblici uffici, la fine del rapporto lavorativo con la Rai (da cui era in aspettativa) e la decadenza da senatore per effetto della legge Severino, che prevede appunto l’incompatibilità con incarichi parlamentare per chi ha subito condanne per determinati reati e che prevedono l’interdizione dai pubblici uffici.

Il processo per l’ex direttore del Tg1 è iniziato nel 2012 e riguardava l’uso che Minzolini aveva fatto della carta di credito aziendale messagli a disposizione della Rai. In particolare, il giornalista era accusato per 65.000 euro di spese non giustificate. In primo grado Minzolini era stato assolto, perché “il fatto non costituiva reato”, ma già in appello il “direttorissimo” (che nel frattempo aveva restituito i 65.000 euro alla Rai) è stato condannato alla pena detentiva e all’interdizione dai pubblici uffici. Ora la VI Sezione Penale della Cassazione ha rigettato il ricorso presentato contro la sentenza di Appello, che quindi diventa definitiva.

Minzolini è senatore dal 2013, eletto nella fila del Pdl e poi passato a Forza Italia dopo la scissione di NCD. Intervistato dalla Stampa, suo ex giornale, Minzolini si dice “allibito” e preoccupato per il futuro, visto che non potrà più contare né sullo stipendio della Rai né sull’indennità parlamentare, visto che a breve perderà il seggio. Minzolini parla di “sentenza politica” visto che nel collegio di appello che ha inflitto la condanna sedeva Giannicola Sinisi, ex senatore dell’Ulivo ed ex sottosegretario del governo Prodi.

Ora l’ex direttore del Tg1 aspetta di sapere se potrà scontare la pena ai domiciliari o ai servizi sociali. Ma i guai giudiziari per Minzolini non finiscono qui: attualmente è ancora in corso il processo per abuso d’ufficio per aver declassato di ruolo la giornalista Tiziana Ferrario quando era al Tg1. Per questo, il pm ha chiesto quattro mesi di reclusione.