Brexit, Draghi avverte Cameron: “Euro e mercato comune sono obiettivi fondamentali”

Il Presidente della Bce fa capire che la trattativa per evitare la Brexit non sarà una passeggiata per il premier inglese Cameron

Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, manda un messaggio molto chiaro al premier britannico, David Cameron. Ieri, rispondendo a due membri del Parlamento Europeo, ha subito fatto capire che le quattro condizioni, dettate in settimana dal leader dei Tories, per garantire la permanenza del Regno Unito nella Ue, sono eccessive. E che il futuro è quello di una maggiore integrazione dei paesi dell’Eurozona.

“Siamo ai primi passi di un processo molto complicato che durerà dei mesi. La mia opinione è che entrambe le parti stiano lavorando in buona fede. Ma occorre che siano mantenuti due obiettivi: la moneta unica e il mercato unico“, ha detto ieri Draghi. E, sollecitato nel prendere posizione sulla trattativa tra Londra e Bruxelles, ha aggiunto: “qualsiasi cosa uscirà da questa complessa interazione dovrà mantenere questi due straordinari risultati dell’Unione europea“.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, che ha reso palese che la Ue non è disposta ad operare un negoziato al ribasso: “Le rivendicazioni inglesi sono complesse. Sarà davvero difficile trovare un accordo, e di certo non vi è alcuna garanzia che l’accordo possa essere raggiunto nel mese di dicembre“.

Insomma, Cameron, che vuole arrivare a dei risultati concreti prima del referendum (che si terrà prima del 2017), è avvisto: la trattativa non sarà affatto una passeggiata. E il politico inglese potrà alzare il tiro fino ad un certo punto, visto che gli ambienti della finanza della City non gradirebbero per nulla che la consultazione decretasse l’uscita del Regno Unito dalla Ue.

Draghi, nel suo intervento, ha anche ribadito che “l’euro è e sarà la moneta unica dell’Unione europea“. Come dire, inutile chiedere, come ha fatto Cameron, stesse condizioni per la sterlina inglese e l’euro. La strada per il governatore è segnata, e paesi come la Danimarca e l’Inghilterra prima o poi dovranno aderire alla moneta unica, smettendo di rivendicare una sorta di “statuto speciale” all’interno dell’Unione.

Tuttavia, Draghi, in polemica con Berlino, continua a promuovere un’Europa più robusta e fondata su presupposti differenti da quelli attuali. Tra le misure che continua a promuovere, ci sono quelle riguardanti l’implementazione di un Tesoro comune e la creazione di nuove forme di mutualizzazione del debito e integrazione fiscale, al fine di attivare politiche espansive.

Intanto, critiche a Cameron sono arrivate ieri anche dai due principali partiti del Parlamento Ue. Pervenche Beres, esponente del partito socialista, ha detto che il premier inglese sta cercando di creare due Europe, una con l’euro e l’altra senza, minando così i processi di integrazione. Per parte sua, Werner Langen, membro del Partito Popolare, ha parlato di tentativo di affossare la moneta unica da parte di Downing Street.

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