Elezioni politiche Croazia 2015: Vince il centrodestra ma non c’è la maggioranza

La Croazia oggi al voto per rinnovare il Parlamento. Coalizione patriottica è avanti nelle proiezioni ma non ha i numeri per governare

9 novembre 2015 – Con il 70% delle schede scrutinate, in Croazia si va verso una vittoria del polo conservatore, Coalizione patriottica. Il centro-destra avrebbe guadagnato 59 seggi contro i 55 dell’alleanza di centro-sinistra, Croazia cresce. L’affluenza è stata del 60,06%.

L’Hdz, Unione democratica corata, sarebbe primo partito. In ogni caso, il suo leader, Tomislav Karamarko, non ha i numeri per formare un esecutivo monocolore, anche se ha disposizione i tre seggi della diaspora che tradizionalmente vota a destra. “Parleremo con tutti quelli che vogliono il cambiamento in Croazia“, ha detto il dirigente dell’Hdz, Gordan Jandrokovic, ex ministro degli Esteri.

La vera sopresa di questa tornata elettorale sono i riformatori di Most, che diventano la terza forza del paese. I 19 seggi conquistati potranno essere l’ago della bilancia per la formazione di un nuovo governo. Il suo leader, Bozo Petrov, ha fatto sapere però che non darà vita a nessun esecutivo che non sottoscriva un piano di riforme per la modernizzazione dello Stato.

Per capire che composizione avrà l’esecutivo bisognerà dunque attendere. Non è escluso nemmeno un governo di unità nazionale.

Elezioni politiche Croazia 2015: Si preannuncia un testa a testa

Oggi, 8 novembre, 3,8 milioni di elettori sono chiamati alle urne in Croazia. Si tratta delle prime elezioni politiche da quando il paese ha fatto il suo ingresso nell’Unione Europea, nel luglio 2013.

Sull’esito finale della consultazione c’è grande incertezza, si pronostica un testa a testa tra l’alleanza di centro-sinistra Croazia Cresce, nella quale è presente l’attuale partito di maggioranza l’Sdp (partito socialdemocratico), e l’alleanza di centro-destra Coalizione patriottica, capeggiata dal Hdz (Unione democratica croata).

Entrambe le coalizione vengono date dagli ultimi sondaggi al 35%, anche se alcuni analisti danno in lieve vantaggio i conservatori. Ricordiamo che l’Sdp è guidata dal premier uscente Zoran Milanovic, mentre il leader del Hdz è l’ex capo dei servizi segreti, Tomislav Karamarko.

Al terzo posto, con 12 seggi, i sondaggi danno una nuova formazione politica: il Most. E’ un partito riformista e di centro-sinistra, guidato dal sindaco di Metkovic (sud della Dalmazia) Bozo Petrov.

Gli elettori sono chiamati per il rinnovo del Sabor (parlamento unicamerale croato): i seggi in palio sono 151.

Dopo sei anni di recessione, la Croazia è in un momento di lieve ripresa economica (la disoccupazione però rimane ferma al 15%). Ma a tenere banco in questa consultazione è soprattutto la questione dei migranti. Il paese, infatti, è collocato sulla cosiddetta rotta balcanica, ovvero quella rotta che porta i profughi dalla Turchia fino alla Germania e all’Austria, e più a nord fino alla Scandinavia.

Zoran Milanovic si è mostrato un leader molto sensibile sul tema immigrazione, nonostante che il flusso generi non pochi problemi per un paese così piccolo. E, a tale proposito, segnaliamo che la scorsa settimana il ministro dell’Interni ha confermato che le frontiere croate sono state attraversate da circa 320 mila migranti.

Tomislav Karamarko ha cavalcato per tutta la campagna elettorale le paure del suo popolo. E, in linea con le politiche dell’Ungheria, ha proposto di schierare l’esercito lungo i confini e di costruirvi reti metalliche che impediscano il passaggio dei migranti.

Per parte sua il premier dell’Ungheria, Viktor Orban, a caccia di alleati regionali, ha fatto capire apertamente che simpatizza per i conservatori. “La Croazia deve affrontare una elezione storica, sull’onda di una migrazione di massa“, ha dichiarato. Ed ha aggiunto: “C’è un disperato bisogno di un cambiamento, e l’unico uomo che può realizzarlo è Tomislav Karamarko“.

Sebbene, però, centro-destra e centro-sinistra siano su alcune questioni agli antipodi, non è escluso che alla fine non possano confluire in un governo di unità. A tale riguardo, l’accademico di Harvard con stretti legami con Zagabria, Luka Oreskovic, ha dichiarato:”in questo caso (di pareggio), come suggeriscono da ambienti diplomatici, ci sarà una grande coalizione” (cit. Politico.eu).

I seggi chiudono alle 19 ed inzieranno ad arrivare subito i primi exit poll. Dalle 20, invece, si avranno le prime proiezioni.

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