Corradino Mineo e la frase su “Renzi subalterno a una donna bella e decisa”

Il senatore ex Pd Corradino Mineo scrive su Facebook di “Renzi subalterno a una donna bella e decisa”, il giorno dopo poi prova a chiarire il senso di quella frase

Questa mattina diversi quotidiani aprono con la frase scritta ieri su Facebook dal senatore Corradino Mineo, fresco di abbandono del gruppo Pd al Senato (“Mi considerano incompatibile“, disse qualche giorno fa).

La frase incriminata riguarda Renzi ed è stata interpretata da molti come un pizzino. La parte mediaticamente più forte allude ad una “donna bella e decisa” dietro Renzi. Ecco un passaggio di quello status su Facebook (grassetti nostri).

Diciamo che Matteo Renzi non ha stile. Non ho mai manifestato l’intenzione di dimettermi dal Senato, se non in un sms che mandai proprio a lui, disgustato dall’attacco volgare e strumentale che mi aveva mosso davanti all’assemblea del Pd, dopo la vittoria alle Europee. Fu poi Gianni Cuperlo, a riprendermi per i capelli e spiegarmi che la politica, ahimè, è anche questo -scorrettezza cialtrona- e che bisogna saper resistere. Grasso mi ricordò che avevo un mandato da onorare.

Ma Renzi non si fa scrupoli, rivela conversazioni private, infanga per paura di essere infangato. E sa che io so. So quanto si senta insicuro quando non si muove sul terreno che meglio conosce, quello della politica contingente. So quanto possa sentirsi subalterno a una donna bella e decisa. Fino al punto di rimettere in questione il suo stesso ruolo al governo. Io so, ma non rivelo i dettagli di conversazioni private. Non mi chiamo Renzi, non frequento Verdini, non sono nato a Rignano.

Chi è la donna a cui allude Mineo? È la domanda che molti si sono posti e che Il Fatto Quotidiano ha fatto oggi in prima pagina, ipotizzando anche due risposte: Maria Elena Boschi e Anna Ascani.

Corradino Mineo ha aspettato che la polemica si ingigantisse per dare poi le spiegazioni in un nuovo status Facebook, inserito poco fa:

Intendevo reagire all’imbarbarimento della politica di cui, secondo me, il primo responsabile è Matteo Renzi. É il premier che risolve ogni contrasto politico in una battuta sferzante, che supera ogni difficoltà “spianando e asfaltando l’avversario”. É sua la macchina informativa, sui giornali e in rete, che amplifica dette battute fino a promuovere veri e propri linciaggi. Questo mi premeva dire nel post “Risposta agli insulti di Renzi”. Nel quale, certo, ho disegnato un profilo del premier. Quello di uno politico straordinariamente abile nel conflitto politico quotidiano, ma senza una visione del futuro, incerto quando si esce dalla partira a scacchi immediata, insicuro, e anche subalterno, davanti ad alleati emotivamente più solidi, come può essere una “donna bella e decisa”.

E sulla “minaccia” scrive:

“Lui sa che io so” non era minaccia, nè voleva esserlo. Era la constatazione desolata di come Renzi prenda il caterpillar ogni volta che si sente in fallo, che qualcuno accenna alle fragilità che si celano dietro la maschera spavalda, talvolta arrogante, che ama indossare. Io so.

Così Mineo prova a spegnere la (marginale) polemica da lui stesso innescata. Reale fraintendimento dei media, passo indietro forzato o solo voglia di fare clamore mediaticamente? Per dare ai lettori un quadro più completo proponiamo le versioni integrali dei due post di Mineo: ieri e oggi.