Beppe Grillo attacca: “Chi è contro di me va fuori dalle palle”

“Abbiamo una battaglia, abbiamo una guerra da qui alle elezioni. Dobbiamo metterci l’elmetto”

Dopo tutte le polemiche sul Movimento Cinque Stelle, sul ruolo di Casaleggio, sulle parlamentarie, Beppe Grillo va all’attacco con un video pubblicato sul suo blog dal titolo eloquente: “Obiettivo: Elezioni 2013”. Evidentemente il blogger teme che tutte le vicissitudini che stanno attraversando il M5S possano nuocere al risultato elettorale. E per questo lancia un altolà chiarissimo.

Mi sto arrabbiando. Mi sto arrabbiando seriamente. Abbiamo una battaglia, abbiamo una guerra da qui alle elezioni. Finchè la guerra me la fanno i giornali, le televisioni, i nemici quelli veri va bene, ma guerre dentro non ne voglio più. Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal MoVimento.


A che si riferisce? Al di là del Casaleggio che ritorna in continuazione come possibile dominus oscuro del Movimento, probabilmente il riferimento è alla conta interna che i militanti stanno facendo – a partire dai soliti ribelli emiliani – per capire come sono andate realmente le cose durante le Parlamentarie e quante persone hanno effettivamente votato. Il numero dei votanti dovrebbe aggirarsi sui 25mila. Pochini, per un Movimento che – come ha detto lo stesso Grillo – ha 200mila iscritti (qui potete vedere i votanti per ogni singola regione). Ma Beppe Grillo non vuole contestazioni, specie in questo periodo. E quindi si rivolge direttamente a chi si va lamentando della scarsa democrazia.

Tre cose fondamentali abbiamo fatto con queste votazioni. Una è che abbiamo dato un voto libero e da questo voto libero è nata una cosa che voglio sottolineare: il voto alle donne. Se il voto fosse sempre stato libero, in Parlamento oggi avremmo molte più donne che uomini. La seconda cosa è il permettere di conoscere i candidati, che forse andranno in Parlamento, 3 mesi prima in modo che tu puoi andare lì, discutere, conoscerli, votarli o non votarli. Consigliarli o maledirli. E la terza cosa è che non abbiamo speso un euro. Tutto a costo zero. A chi dice che non c’è stata democrazia perchè i voti sono stati pochi io faccio una domanda: quanti voti ha preso ognuno dei mille parlamentari oggi in Parlamento? Chi ha deciso di quella gente lì? Ve lo dico io: 5 segretari di partito. Non venite a rompermi i coglioni (a me!) sulla democrazia.

D’altra parte c’è poco tempo per rinsaldare le truppe e prepararsi alla battaglia decisiva, e in un esercito non sono permesse contestazioni: si obbedisce agli ordini e stop. La metafora guerrafondaia è dello stesso Grillo, che così risponde indirettamente – e una volta di più – a chi chiede maggiore trasparenza. Il Generale è lui, chi ci sta, bene. Gli altri, fuori.

Siamo in una guerra. Siamo con l’elmetto, così come siamo partiti. Chi è dentro il MoVimento e non condivide questi significati e fa domande su domande e si pone problemi della democrazia del MoVimento va fuori! Va fuori dal MoVimento. Non lo obbliga nessuno. E andranno fuori.

Solo una postilla: dire che chi “si pone domande sulla democrazia” va automaticamente fuori è davvero inquietante.