Romania: seconda notte di protesta a Bucarest e in altre città

Dopo la tragedia nella discoteca di Bucarest, tutto il governo rumeno si dimette. I romeni sono scesi in strada a Bucarest e in altre città per protestare per la seconda notte consecutiva. Arrestati tre proprietari del club andato a fuoco.

5 novembre 2015, ore 11:05 – Le dimissioni di Viktor Ponta e del suo governo non hanno avuto l’effetto di calmare le proteste che stanno avendo luogo in tutta la Romania. Ieri sera, per il secondo giorno consecutivo, migliaia di persone sono scese in piazza a Bucarest per protestare contro la corruzione nel paese, manifestazioni analoghe hanno avuto luogo anche a Cluj, Timisoara e Constanta. I manifestanti incitavano la gente a uscire dalle loro case per unirsi a loro nelle manifestazioni.

Oggi il presidente Klaus Iohannis inizierà le consultazioni per la formazione di un nuovo governo, nei prossimi giorni dovrebbero iniziare a circolare i primi nomi dei potenziali candidati al ruolo di Primo Ministro. Nel nuovo governo che verrà formato ci sarà molto probabilmente il PSD di Viktor Ponta, potrebbe avere ancora in numeri per la maggioranza visto che ha incassato l’appoggio dell’UNPR, una nuova coalizione che si è formata di recente. Le prossime elezioni non sono attese prima del dicembre 2016.

Proseguono intanto le indagini per accertare le responsabilità sul rogo che è costato la vita fin ad ora a 32 persone, tre proprietari del club sono stati arrestati. L’accusa punta il dito contro l’elevato numero di persone, superiore alla capacità del posto, le scarse misure di sicurezza presenti (una sola uscita di sicurezza) e le mancate autorizzazioni per organizzare un concerto di quel tipo.

Romania: il premier Victor Ponta si dimette. Forse elezioni anticipate

Il premier della Romania, Victor Ponta, e l’intero governo si sono dimessi. A renderlo noto per primo ai media è stato Liviu Drag, il leader del Partito Socialdemocratico, formazione politica a cui appartiene lo stresso ex Primo Ministro.

Nel lasciare il suo incarico Ponta ha dichiarato:

“Mi dimetto e di conseguenza si dimette l’intero mio governo. Ho l’obbligo di constatare la legittima rabbia esistente all’interno della società e di assumermi le mie responsabilità. In tutti questi anni di politica ho resistito agli attacchi dei partiti ma non ho mai combattuto contro il popolo”

La scelta del capo del governo di Bucarest è maturata dopo le proteste di massa contro il suo esecutivo. Proteste seguite alla tragedia di venerdì scorso nella discoteca di Bucarest, dove in un incendio hanno perso la vita almeno 32 persone e altre 180 sono rimaste ferite.

Molti cittadini hanno provato indignazione per l’evento luttuoso, e hanno immediatamente accusato le autorità di non predisporre i controlli opportuni sugli standard di sicurezza nei locali pubblici. Così una grande folla ha marciato martedì sera nella capitale, scandendo slogan contro il governo in carica.

Per la verità, però, Ponta aveva perso la fiducia del suo elettorato già da tempo. Un segnale era arrivato alle presidenziali del 2014, quando ne uscì sconfitto a sorpresa. Negli anni, poi, l’ex premier è finito indagato per una lunga serie di reati: corruzione, conflitto di interessi, evasione e riciclaggio. Tra le varie accuse, c’è pure quella di aver acquistato un automobile e due appartamenti con documenti falsi.

Sulla scia degli scandali, Klaus Iohannis, il Presidente della Romania, proveniente dal Partito Liberale Nazionale, aveva già invitato il Primo Ministro a dimettersi nel giugno scorso. Ma Ponta aveva risposto che l’unico che poteva licenziarlo era il Parlamento.

Iohannis ora dovrà nominare un nuovo primo ministro, capace di formare un esecutivo che abbia i voti in Parlamento. Se non si darà vita ad una nuova maggioranza, allora i rumeni saranno chiamati ad elezioni anticipate. Le consultazioni parlamentari erano previste per il dicembre 2016.

Il vice segretario del Partito Liberale, Catalin Predoiu, ha salutato con soddisfazione le dimissioni odierne. “Questa è una vittoria della strada. E ‘una lezione per tutti i politici” ha dichiarato.