L’Italia odierna vista dalla Francia, un paese tragico e in piena tormenta politica

Il ritratto del nostro paese che emerge in questi giorni dai principali mezzi di comunicazione d’oltralpe, è un desolanta panorama di ritorni mortiferi, e lotte estreme.

di sara

Ecco come appare il nostro paese nei principali mezzi d’informazione d’oltralpe, sinceramente impegnati nella descrizione delle “miserie altrui” e qausi sollevati dall’idea del mal comune mezzo gaudio che permette loro di accanirsi a dovere sulle disgrazie nostrane e voltare per un po’ la testa dallo scempio che divide l’UMP, il principale partito del (loro) centro-destra. Ma bisogna pure ammettere che l’Italia agli occhi di coloro che la guardano in questi giorni, appare come una realtà attonita, nuovamente calpestata da una delle più pressanti maschere della nazione. Perchè anche se l’eterno Cavaliere, sempre pronto a scendere in camo per difendere interessi capitali (i suoi naturalmente) non dovrebbe perturbare troppo il prossimo scenario elettorale, ciò non toglie che le traduzioni di impronta teatrale si sprecano in patria come in terra d’oltralpe. Per non parlare dei soprannomi a dir poco azzeccati, come il Caimano di morettiana memoria, o il ritorno della “momie” di Libération, virtuosismo citato proprio ieri tra lerighe di blogo.it, oppure i numerosi annunci che circondano un terremoto solo apparente.

“Che tutto cambi perché niente cambi”, in fondo lo diceva già il monumentale Principe di Salina del Gattopardo di Tomasi da Lampedusa, vegliardo, ma stavolta conscio, dell’apparente avvicendarsi delle generazioni che sembra quasi scomparso all’ombra dell’elmo di Scipio, per non nascondere l’onnipresente ricorso all’annosa “Querelle des Anciens et des Modernes”, nel quale Berlusconi si colloca, ormai da decenni e nonostante tutto, nel lato stantio e polveroso (in fondo sempre di cipria si tratta), al quale non sfugge nemmeno Santo Mario, ben lungi dall’arrivare in cavallo bianco e annesso mantello azzurro.
E se il blog dedicato all’Italia di Le monde, segue gli sviluppi con il sorriso sulle labbra, Le Nouvel Observateur, senza perdersi le ultime confidenze predimissioni di Monti, arriva persino a definire il come-back di Berlusconi come un perfetto controesempio dell’azione di Sarkozy, sottointendendo probabilmente che l’ex-presidente della République, coinvolto nella poco nitida vicenda guidiziaria dei presunti finanziamenti di campagna elettorale provenienti dalla Liliane Bettencourt del gigante L’Oreal, farebbe bene a restare “in ritiro” per evitare il ridicolo, che a quanto pare non ha mai spaventato il sempiterno leader della Destra nostrana. Il tutto mentre da Le Figaro temono le onde lunghe e la diffusione del populismo berlusconiano incancrenito, e da Les Echos si dimostrano ben più preoccupati delle ricadute economiche sul debito pubblico italiano, ma in fondo si sa che di questi tempi “spread oblige!”.

Immagine da flickr.com/photos/sara_rania

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