Leopolda 2015, Renzi: “Sui giornali si è parlato d’altro”

Apre la Leopolda 2015, tre giorni di politica renziana.

14 dicembre 2015, ore 15:00 – A mettere il punto sulla sesta edizione della Leopolda è stato Matteo Renzi in persona, che oggi con un post (anche un po’ polemico) picca i giornali, ringrazia i presenti e da l’appuntamento al prossimo anno:

La Leopolda6 si è chiusa con il maggior numero di partecipanti di sempre. Sono davvero felice di questa esplosione di…

Posted by Matteo Renzi on Lunedì 14 dicembre 2015

14:44 – Matteo Renzi, con un lungo intervento, ha chiuso i lavori della Leopolda 2015, la sesta edizione della kermesse renziana alla stazione fiorentina: parlando alla platea Renzi ha rivendicato i successi del suo governo e della sua segreteria che avrebbe saputo escludere disfattismo e divisioni dal Partito Democratico, per il quale Renzi (parlando a nome di tutti) ha garantito massimo impegno.

“Abbiamo rovesciato il sistema politico più gerontocratico d’Europa partendo da qui e abbiamo dato stabilità al Paese che aveva la minore stabilità del nostro continente. Abbiamo orgogliosamente portato il Pd a essere il partito politico più votato in Europa e non ci avrebbe scommesso nessuno. Neanche io”

ha detto Renzi dal palco della Leopolda. Sull’azione di governo Renzi ha rivendicato con forza alcuni successi, come il decreto sugli 80 euro e la ripresa economica (sulla quale anche il ministro Padoan ha speso buona parte dell’intervento, appena prima del premier). Sulla questione che tiene banco in questi giorni, il decreto cosiddetto salva-banche, Renzi ha usato parole piuttosto definitive:

“Chi pensa di strumentalizzare la vita delle persone deve fare pace con se stesso, ma chi pensa di strumentalizzare la morte delle persone personalmente mi fa schifo. Le polemiche politiche si fanno a viso aperto. Il sistema bancario italiano è più forte e più solido di quello tedesco. La verità verrà fuori. Andiamo avanti a modificare quel che va modificato nel sistema bancario, a partire dalle banche cooperative che sono troppe e ci sono troppi amministratori che prendono una prebenda. Lo diciamo da anni e adesso lo facciamo”

13 dicembre 2015, ore 12:00 – E’ iniziata anche la terza e ultima giornata della Leopolda 2015: oggi, intorno a mezzogiorno, è atteso l’intervento conclusivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi che sarà preceduto da quello del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Proprio il ministro dell’economia, dal palco, è intervenuto sulla questione del decreto salvabanche:

“Ci sono responsabilità di chi ha gestito i rapporti con i clienti senza informare correttamente sui rischi. […] Dopo l’intervento abbiamo quattro nuove banche solide. Abbiamo salvato un milione di depositi, 6.000 lavoratori e le imprese che avevano rapporti con gli istituti. […] Un anno fa, il 2014, si chiudeva con un numero negativo, quest’anno chiudiamo con un numero positivo. Dipende certo da fattori internazionale ma anche da fattori interni, grazie a una politica economica votata alla crescita, con le tasse che calano e creano capacità di offrire posti di lavoro. Siamo usciti da una lunga recessione”.

Nel suo intervento Padoan ha anche difeso il Jobs Act indicando come la politica economica serva a creare posti di lavoro e quantificando in almeno 150 mila nuovi occupati i primi risultati del Jobs Act renziano, che fornirebbe gli strumenti che creano lavoro, non precario bensì “consolidato”. “Cambiare le aspettative aiuta anche la crescita: se c’è più fiducia usciamo dal circolo vizioso della crisi ed entriamo nel circolo virtuoso della crescita”.

Fuori dalla storica stazione Leopolda di Firenze si svolge la manifestazione dei piccoli risparmiatori che protestano contro gli affetti del decreto salvabanche.

12 dicembre 2015 – La seconda giornata di Leopolda si avvia alla sua conclusione, non prima però di vedere la partecipazione di Maria Elena Boschi, ministro per le riforme Costituzionali e per i rapporti con il Parlamento, che arriverà a breve per chiudere i lavori di oggi mentre in tanti, a partire da Roberto Saviano, chiedono a gran voce le sue dimissioni per presunto conflitto di interessi – suo padre è stato vicepresidente di Banca Etruria, tra i quattro istituti salvati dal Governo.

Ma al di là delle polemiche che accompagneranno la partecipazione di Boschi, oggi la kermesse renziana ha già visto la partecipazione di Stefania Giannini, Paolo Gentiloni, Piercarlo Padoan, Marianna Madia, Giuliano Poletti e Graziano Delrio. Quest’ultimo, rispondendo alle domande dei giornalisti sul decreto legge salva-banche, ha precisato:

Il governo italiano e il ministro Padoan faranno di tutto per salvaguardare quei cittadini che hanno sottoscritto azioni ed obbligazioni in maniera inconsapevole, non sono stati adeguatamente informati. Questo è un fatto gravissimo che va appunto corretto. Il governo ha fatto un provvedimento non per una situazione ma per affrontare la crisi delle banche, dopo la più grande crisi finanziaria del 2009. Altri paesi l’hanno fatto anni fa, noi purtroppo per troppi anni si è negata questa evidenza della debolezza di queste banche e bisognava intervenire per salvaguardare quasi un milione di risparmiatori quindi avremmo mandato in crisi decine e centinaia di aziende, piccole aziende che hanno ricevuto prestiti da queste banche, quindi salvare queste banche, era necessario ripartire. L’abbiamo dovuto fare in condizioni molto difficili perchè le regole europee sono cambiate nel frattempo.

Anche Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd, è intervenuta brevemente sulla questione del salva banche:

Abbiamo deciso di salvare banche,correntisti e posti di lavoro. Non mi sembra poca cosa, non mi sembra un conflitto di interessi quello di un governo che pensa ai cittadini. Stiamo provando a ristorare gli obbligazionisti, per quanto sarà possibile.

Il ministro Dario Franceschini, nel question time poco dopo il suo arrivo alla stazione Leopolda di Firenze, si è vantato del lavoro svolto negli ultimi mesi:

Abbiamo attivato le domeniche gratuite una volta al mese nei musei statali: sembrava un’idea stravagante, invece è una cosa importante. Insieme ad una analoga iniziativa che già c’era per i musei comunali siamo a 700mila persone che ogni mese vanno a vedere i musei nelle loro città. Anche questo crea sviluppo economico. […]Il patrimonio culturale italiano non è stato valorizzato: si è investito moltissimo nella tutela, con una legislazione di cui siamo orgogliosi, ma non si è investito in valorizzazione. Così abbiamo deciso di cambiare: con la riforma che abbiamo fatto, oggi abbiamo una direzione generale dei musei, che prima non c’era, e 20 musei dotati di autonomia.

Leopolda 2015: oggi il via

13:50 – Il leader di Sel Nichi Vendola suona la carica ai renziani della Leopolda e lancia quello che ha definito un vero e proprio “assedio” da sinistra alla kermesse fiorentina, con una serie di iniziative che dentro e fuori il Pd proveranno a fare da controcanto al progetto renziano.

Una posizione condivisa anche da Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, che indica l’avanzata delle destre, in Italia e in Europa, come cartina tornasole delle politiche renziane e, sopratutto, della mancata unità del centrosinistra.

12 dicembre 2015, ore 12:41 – La Leopolda numero 6, in programma a Firenze da oggi (ore 21) a domenica prossima, sarà tutta nel segno della maturazione, dal movimentismo contro la vecchia classe dirigente all’acquisita e interiorizzata responsabilità di governo. E’ quanto annunciano i renziani di ferro (e quanto ha lasciato sin qui intendere il segretario del PD Matteo Renzi negli ultimi giorni). Nella sua enews del 4 dicembre scorso Renzi ha snocciolato, in breve, quello che sarà il programma della kermesse:

“Il venerdì sera ci racconteremo come abbiamo passato il 2015 e ne sentiremo delle belle, guidati da due leopoldini storici quali il sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto e la vicepresidente del consiglio regionale dell’Emilia Romagna, Ottavia Soncini.
Da sabato mattina spazio per interventi di cinque minuti su cosa vogliamo dal 2016. La sera del sabato, per chi vorrà, abbiamo organizzato tre visite in tre luoghi culturali strepitosi di Firenze: il nuovo Museo dell’Opera del Duomo, Palazzo Vecchio, Palazzo Strozzi. È una iniziativa che abbiamo fatto anche altri anni e ci sembra giusto rilanciarla adesso. Perché all’idea che la cultura sia parte della nostra identità noi ci crediamo davvero. E non da oggi.
Nella giornata di sabato ci sarà spazio per quattro question time: quattro ministri saranno interrogati dai partecipanti alla Leopolda in un modo innovativo e divertente. Divertente per noi sicuramente, spero anche per i ministri.
Domenica il finale sarà come sempre intorno alle 13. In tempo per allontanarci gli uni dagli altri prima di… Juventus-Fiorentina”

Madrina e conduttrice della sesta edizione della Leopolda sarà anche quest’anno Maria Elena Boschi; la regia tecnica, novità, sarà affidata a Simona Ercolani moglie di Fabrizio Rondolino, l’ex spin doctor di Bersani. Sugli ospiti il riserbo è ancora quasi assoluto: sembrano confermati due degli abituè, il finanziere Davide Serra e l’ex dirigente di Mtv, ora direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, ma sugli altri ancora non si hanno certezze.

17 ottobre 2015 – La Leopolda 2015 ci sarà. Per il momento, però, si conoscono solo le date, che sono state appena annunciate da Matteo Renzi in un brevissimo video comparso sul profilo Twitter del giovane dem Alessandro Zuglian:

Se nel video, un po’ confuso, non si capisse bene, la Leopolda 2015 andrà dall’11 al 13 dicembre. E sarà, come sempre, a Firenze. Altri dettagli non appena si sapranno.