Video Piero Marrazzo: trans, cocaina, altri due politici coinvolti?

La vicenda del video in cui Piero Marrazzo, il Governatore della Regione Lazio autosospesosi, appare insieme a un transessuale, continua a essere sulle prime pagine. Oggi saltano fuori nuove rivelazioni: prima di tutto, saltano fuori nuove cifre. La prima, 5mila euro, è il prezzo pagato da Marrazzo per l’incontro con Natalì: un cifra enorme, per


La vicenda del video in cui Piero Marrazzo, il Governatore della Regione Lazio autosospesosi, appare insieme a un transessuale, continua a essere sulle prime pagine. Oggi saltano fuori nuove rivelazioni: prima di tutto, saltano fuori nuove cifre. La prima, 5mila euro, è il prezzo pagato da Marrazzo per l’incontro con Natalì: un cifra enorme, per un incontro di sesso a pagamento con un transessuale.

Una cifra che potrebbe sottintendere altro; che fosse compreso lo stupefacente – ma anche lì: altro che i 10 grammi di consegna minima del defunto corriere Rino, di cui avevano parlato i trans della zona – che comunque Marrazzo non ha assunto, o che fosse compreso il silenzio, come più probabile, vista la delicatezza della situazione. E questa è la prima cifra.

La seconda, sono i 200mila euro, cui il prezzo cui il video era stato proposto a Chi, il settimanale di gossip di Alfonso Signorini, edito da Mondadori, e di cui tanto si scrisse su polisblog a riguardo del gossip ad uso politico. Prezzo definito “scandaloso”, ma di mercato, dallo stesso Signorini…

Poi ci sono nuovi dettagli sugli assegni staccati da Marrazzo per pagare il silenzio dei carabinieri corrotti – una storia alla Ellroy… – ovvero uno da 10mila e due da 5mila euro: mai incassati dalle quattro mele marce della Compagnia Trionfale, che evidentemente speravano di tenere sotto scacco il Governatore per ben altre cifre – e acchiappare più grano, va da sé, vendendo il tutto a qualche settimanale scandalistico.

Ecco cosa scrive il gip Spinaci, nell’ordinanza di custodia cautelare per i quattro:

«Il Marrazzo, esaminato dal pm il 21 ottobre 2009, ha precisato che tra l’1 e il 4 luglio 2009 si recava in un appartamento per avere un incontro sessuale a pagamento con una certa Natalie. Qui, dopo essersi parzialmente spogliato, deponeva tremila euro – parte della somma concordata, pari a 5000 mila euro – su un tavolinetto, conservando la rimanente parte e i suoi documenti all’interno del portafogli.

Mentre si accingevano a consumare il rapporto sessuale concordato, si presentavano alla porta d’ingresso due uomini qualificandosi come carabinieri (identificati poi come Simeoni e Tagliente) ed entrando nell’appartamento assumevano un atteggiamento estremamente arrogante, tanto da incutere soggezione e paura, si facevano consegnare da Marrazzo – che avevano riconosciuto come presidente della Regione – il portafogli con i documenti tenendo in un locale separato Natalie e si recavano in un’altra stanza.

Al loro ritorno uno dei due gli chiedeva di consegnare loro molti soldi e di andarli a prendere, facendogli capire che altrimenti vi sarebbero state rappresaglie o comunque conseguenze negative, accettando poi che Marrazzo consegnasse loro tre assegni dell’importo uno di diecimila euro e due di cinquemila euro ciascuno. I due prima di andare via lasciavano un numero di cellulare al quale Marrazzo doveva chiamarli per la consegna di altro denaro, facendosi dare da Marrazzo un numero telefonico per ricontattarlo.

Esaminando il portafogli Marrazzo si accorgeva che dallo stesso mancava la somma di duemila euro e che non era presente quella di tremila euro appoggiata sul tavolino, circostanza della quale Natalie si mostrava contrariata. Qualche giorno dopo al numero telefonico della Regione che Marrazzo aveva lasciato ai due giungeva una telefonata ricevuta dalla segretaria che gli riferiva che l’interlocutore che voleva parlargli si era qualificato come carabiniere. Marrazzo aveva dato incarico al suo segretario di presentare per suo conto una denuncia di smarrimento degli assegni e da allora non era più stato contattato.

Il Marrazzo visionava il video specificando di aver notato la polvere bianca non nel momento in cui era entrato nell’appartamento, ma solo durante la permanenza dei due carabinieri nello stesso, ricollegando la presenza della polvere all’attività degli stessi carabinieri che avevano ripreso il suo documento accanto alla polvere che non c’era più quando era uscito dall’appartamento e al fatto che i due avevano altresì ripreso l’autovettura con la quale era giunto sul posto; infine riconosceva sia pure non con assoluta certezza nella foto del Simeone e del Tagliente i due uomini in questione»

Il resto, è la cronaca di questi giorni. Marrazzo disperato, la moglie Roberta che torna in video a Linea Notte su RaiTre, e altri due politici che sarebbero coinvolti in questo genere di scandali – e di cui non si sanno ancora i nomi – da Los Angeles anni ’30.