Nuova Zelanda: Zac, il purgatorio non è ancora finito

Zac Guildford, la discussa ala dei Crusaders e degli All Blacks, non ha ancora riconquistato il posto nella rosa del team di Super 15.

Ha scontato la sua punizione ed è uscito dal castigo forzato, ma Zac Guildford non ha proprio nulla da festeggiare, ancora. Nemmeno il buon esordio in Super Rugby dei suoi Crusaders, infatti, è di grande aiuto al ragazzo terribile di Greytown. Guildford risulta ancora fuori squadra, e coach Blackadder è ancora indeciso sul suo ritorno definitivo nella rosa dei titolari. A raccontarci tutto Stefania Mattana.

Adesso che è terminata la squalifica di quattro gare inflitta dalla Federazione di Union neozelandese per i tristi episodi legati all’abuso di alcol accaduti nel novembre scorso a Rarotonga, Zac Guildford è di nuovo elegibile per vestire la maglia dei Crusaders. Il prossimo appuntamento è sabato prossimo nell’arena di Dunedin contro gli Highlanders. Eppure, in quel di Christchurch non tutti pensano che Guildford sia effettivamente già pronto per l’esordio nel massimo campionato down under. La stampa kiwi infatti parla di una riunione tra il coach Blackadder e l’allenatore dei tre quarti Daryl Gibson. Ordine del giorno: la situazione psicologica di Zac Guildford e il suo utilizzo in squadra. E quanto ne è trapelato non è niente di buono per l’All Black.

L’impiego migliore per lui, per ora, sarebbe al massimo la panchina. Niente numero da titolare sulla sua maglia, per via anche del nuovo e vincente assetto della squadra. Infatti, avere un giocatore come Guildford in panchina è certamente una carta in più per i Crusaders, che hanno al momento la possibilità di schierare Tom Marshall a estremo e Maitland e Dagg alle ali, una combinazione che ha fatto la differenza sabato scorso contro i Blues a Eden Park. Inoltre, bisogna obiettivamente anche valutare l’aspetto fisico e mentale: la lunga squalifica ha fatto saltare a Guildford tutti match di avvicinamento al Super Rugby, ed è evidente che al ragazzo manca il ritmo-partita, il primo elemento che si perde quando si sta a digiuno dai campi.

“No, non possiamo garantire che Guildford partirà titolare – ha confermato Blackadder in conferenza stampa – Dobbiamo attendere e vedere come si evolvono le cose. Per noi è già una grande cosa che lui sia disponibile e pronto a scendere in campo, ma non possiamo ancora garantigli un posto sicuro.”

Una bella botta all’orgoglio per Guildford, che è tornato ad allenarsi con i Crusaders già da gennaio e che muore dalla voglia di tornare in campo: infatti, l’ultima partita che ha disputato è stata durante i mondiali, quando segnò con la maglia All Blacks ben tre mete al Canada. Il messaggio di Blackadder e soci giunge chiaro e forte sia al giocatore che ai tifosi: promuovere Guildford subito come titolare significherebbe premiarlo, non facendogli comprendere il senso della squalifica che ha subito e il grave problema di alcolismo che sta affrontando e che deve superare. Lo staff dei Crusaders e i compagni di squadra – così anche come ha fatto sapere il board degli All Blacks – hanno dichiarato che continueranno a sostenerlo psicologicamente durante il suo percorso di disintossicazione.

Da parte sua, Zac si sta impegnando a seguire una terapia di sostegno per provare a uscire dal suo incubo senza fine. I fan e la squadra sono con lui, adesso è davvero il suo turno: la partita più difficile è quella contro i suoi fantasmi.