Renzi: “Il ponte sullo Stretto di Messina si farà, ma prima risolviamo il problema dell’acqua”

In una intervista rilasciata a Bruno Vespa per il suo nuovo libro il Premier parla anche del ponte sullo Stretto di Messina.

di andreas

Venerdì 6 novembre 2015 – Si torna a parlare oggi del ponte sullo Stretto di Messina perché è stato diffuso un altro stralcio dell’intervista che il Premier Matteo Renzi ha rilasciato a Bruno Vespa per il nuovo libro del giornalista. Il Presidente del Consiglio a proposito del ponte dice che certamente si farà, ma specifica che prima occorre affrontare le emergenze, in particolare quella dell’acqua che ormai da settimane attanaglia la città siciliana:

“Prima di discutere del ponte, sistemiamo l’acqua di Messina, i depuratori e le bonifiche. Investiamo due miliardi nei prossimi cinque anni in Sicilia per le strade e le ferrovie. Ora a Messina abbiamo le autobotti. Abbiamo dovuto mandare l’esercito, poi faremo anche il ponte portando l’alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il Sud”

Il Premier ha ricordato anche che occorre finire prima la Salerno-Reggio Calabria e ha aggiunto:

“Quando avremo chiuso questi dossier, sarà evidente che la storia, la tecnologia, l’ingegneria andranno nella direzione del ponte, che diventerà un altro bellissimo simbolo dell’Italia. Ma primum vivere, avrebbero detto i latini. Ora abbiamo le autobotti per Messina. Poi penseremo al resto”

e ha anche specificato che i soldi per la Sicilia non saranno spesi dai soliti.

Il ponte sullo Stretto di Messina è resuscitato?

Martedì 29 settembre 2015
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Alla fine la questione sarà archiviata e il Ponte sullo Stretto di Messina tornerà nell’oblio a cui è naturalmente destinato a restare (dopo aver ingoiato non si sa più quali enormi quantità di denaro pubblico), ma oggi, per volontà del Nuovo Centrodestra e per “bontà” del governo, la questione si è riaperta quando meno ce lo si poteva aspettare.

Innanzitutto, prima che qualcuno si preoccupi davvero, vale la pena di soffermarsi sulla risposta del ministro delle Infrastrutture Delrio a chi gli ha chiesto conto di quanto fosse accaduto: “Il sottosegretario ha semplicemente accolto l’invito fatto al governo di valutare, se lo vorremo, l’opportunità di riguardare i costi e benefici di quel progetto. Dovremo valutare ma in questo momento il dossier non è sul mio tavolo, abbiamo dossier più urgenti”.

In politichese, una risposta del genere significa che non c’è la benché minima intenzione di tornare a discutere dell’opportunità o meno che si costruisca il Ponte sullo Stretto. Ma allora che è successo oggi? A Montecitorio si discuteva di mozioni relative alla Salerno-Reggio Calabria: tutti i partiti chiedono che ogni opera relativa venga interrotta in modo da spostare le risorse sulla conclusione dell’autostrada.

Tutti, tranne Forza Italia e Ncd. Il partner del Pd al governo si incontra quindi, secondo quanto spiega Repubblica, con il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, “al ritorno, la parlamentare di Ncd, Dorina Bianchi suggerisce al governo una riformulazione sulla ‘questione ponte’ che in sostanza lo trasforma in infrastruttura ferroviaria“.

Dopo un rimpallo di cortesie tra i banchi di Ncd e quelli del governo, la mozione viene approvata e scoppia il caos delle dichiarazioni: “Il governo cambia idea e per tenersi buono l’alleato del Nuovo centrodestra apre alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina”, racconta Arturo Scotto di Sel.

In verità, più che altro, il governo ha dato a Ncd solo un piccolo contentino a fini elettorali – molti dei deputati e senatori del Nuovo Centrodestra, a partire da Alfano e Schifani – sono siciliani. Ma da qui a riaprire per davvero la questione “ponte sullo Stretto” ce ne passa eccome.

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