Lega Italia: Matteo Salvini lancia Luca Zaia come candidato premier

Silvio Berlusconi prova a resistere, ma che il centrodestra vada alle elezioni unito sotto la guida leghista è inevitabile.

Nei sondaggi politici di questi ultimi mesi, si vede spesso il ballottaggio al secondo turno tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Questo perché, stando alle regole dell’Italicum, al secondo turno accedono le due liste che hanno preso più voti, se nessuno raggiunge il 40% dei voti. Attenzione però, il fatto che nella nuova legge elettorale si parli di “lista” non significa che sia un sinonimo di “partito”.

In verità, si tratta di una sorta di via di mezzo tra partito e coalizione, nel senso che può trattarsi di fatto di una coalizione di più partiti, ma che si deve presentare unita sotto un unico simbolo per poi dare vita a un unico gruppo parlamentare; una lista elettorale, insomma. Una scelta quasi inevitabile per Forza Italia, Lega Nord & co, dove, visto l’andazzo nel centrodestra, pensare di andare alle prossime elezioni politiche tutti per conto proprio equivarrebbe a un suicidio.

Tutto questo per dire che, non c’è dubbio, alla fine Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Conservatori e Riformisti, la Destra di Storace (più difficilmente Nuovo Centrodestra, Udc e verdiniani) aderiranno a un’unica lista. Stando ai numeri che circolano, peraltro, già oggi questi partiti assieme sarebbero abbondantemente in grado di superare il Movimento 5 Stelle e arrivare al ballottaggio. Già solo Forza Italia più Lega Nord arrivano circa al 25%, se a questo si aggiunge il 4% circa di Fratelli d’Italia ecco che la partita è abbondantemente aperta.

Per questa ragione lo “scoop” lanciato da Repubblica pochi giorni fa, in cui si parlava di una Lega Italia pronta al lancio, è tutto tranne che fantapolitica. Anzi, è quasi un’ovvietà. Com’è normale che questo listone venga guidato da partito più forte: la Lega Nord. Se poi questa lista si chiamerà davvero “Lega Italia” o meno, poco importa.

Altro aspetto interessante riguardava la possibilità di candidare Luca Zaia alla carica da premier. In effetti, ci sarebbero vantaggi di non poco conto: Matteo Salvini, pur con tutte le sue capacità di attrarre voti, sarebbe un azzardo eccessivo come candidato premier, perché respingerebbe eccessivamente una parte importante di elettorato moderato che in Zaia, invece, vedrebbe una figura molto più rassicurante. Un candidato più “maroniano”, per capirci.

Se si considera, inoltre, che Zaia – nonostante un’esperienza da ministro – viene percepito come amministratore locale, uno “lontano da Roma”, ecco che la sua candidatura potrebbe davvero avere un senso. Tanto più che tutti sono d’accordo sul fatto che si debba prima passare dalle primarie. Tutti, tranne Berlusconi; ma prima o poi il Cavaliere dovrà arrendersi: il coltello dalla parte del manico non ce l’ha più lui.