Obama-Putin, il summit sulla Siria: “Pronti a collaborare”

Entrambi i leader sono intervenuti all’assemblea generale dell’ONU, ma restano profonde differenze sul ruolo di Assad.

29 settembre – Prima di vedere quali sono i punti di accordo che Obama e Putin hanno trovato sulla Siria, vale la pena di sottolineare l’aspetto, fondamentale, sul quale sono ancora in profondo disaccordo, vale a dire il ruolo del dittatore Bashar al-Assad, per qualche anno nemico numero uno dell’Occidente prima che si capisse che la vera emergenza in Siria (e non solo) era costituita dallo Stato Islamico.

Quale può essere il suo ruolo nella fase di transizione che l’Onu sembra intenzionata ad avviare? Per Obama, semplicemente, nessuno; mentre per Putin Assad è una figura centrale. Putin ha anche ribadito come solo il popolo siriano può decidere del destino di Assad, rifiutandosi di concedere a Obama o Hollande di agire “in stile Libia”.

E quindi, dov’è stato invece trovato l’accordo? Fondamentalmente, mentre Ban Ki Moon rimproverava i due per lo stallo che in Consiglio di Sicurezza si è creato a causa della rivalità Usa-Russia, c’è la volontà di Putin di aderire a operazioni militari aeree contro lo Stato Islamico sotto l’egida dell’ONU, ma nessuna truppa di terra sarà spedita da Mosca.

Un po’ a sorpresa, è stata la Cina a far sapere di voler prendere parte alle operazioni di peacekeeping attivamente e di essere pronta a dispiegare 8mila uomini e impegnare 100 milioni di dollari anche con breve preavviso.

Obama-Putin, incontro a New York

28 settembre – Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Presidente russo Vladimir Putin si incontrano oggi faccia a faccia a margine dell’assemblea generale dell’Onu a New York alla quale sono intervenuti oggi entrambi tra i primi relatori (domani toccherà a Matteo Renzi).

I due non si vedono da novembre 2014, quando si incontrarono al G20 in Australia. In mezzo c’è un anno molto duro in cui più volte i due leader si sono più o meno velatamente attaccati a distanza. I nodi sono sempre gli stessi: Ucraina e Siria prima di tutto. E proprio le crisi in questi due Paesi, che hanno conseguenze anche in molti Paesi europei, saranno gli argomenti principali dell’incontro bilaterale di oggi, ed è probabile che si parli anche di lotta al terrorismo.

Ricordiamo che la Russia è stata esclusa dal G8 in seguito all’annessione della Crimea, e proprio questo è uno degli argomenti più scottanti.

Non si è ancora nemmeno ben capito come si è arrivati al meeting di oggi, visto che da una parte la Casa Bianca dice che è Putin che più di una volta ha chiesto di incontrare Obama, mentre dall’altra il Cremlino ha smentito questa notizia. Il Presidente degli Stati Uniti vuole parlare soprattutto di Ucraina, Paese di cui ha a cuore l’integrità e perciò la Casa Bianca potrebbe pensare di ridurre le sanzioni economiche contro la Russia in cambio della richiesta ai ribelli del Donbass di deporre le armi è accettare di restare sotto la bandiera ucraina ma con una certa autonomia amministrativa.

Putin, invece, è più preoccupato di discutere della questione siriana visto che ha apertamente attaccato il sostegno che gli Stati Uniti hanno offerto ai ribelli in Siria.
L’incontro tra i due leader è stato preceduto stamattina da quello tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavarov e il Segretario di Stato Usa John Kerry il quale ha detto che il suo Paese è preoccupato su quelle che saranno le mosse Militari di Mosca ed è per questo che si è reso necessario un incontro tra i due presidenti.

Parlandosi faccia a faccia Obama e Putin potrebbero giungere a una svolta nella crisi siriana e mediorientale, ma dall’altra parte c’è il rischio che le relazioni si inaspriscano ancora di più. Sullo sfondo c’è anche l’Isis, ma ai due leader le divisioni etniche e religiose della Siria fanno più paura dei jihadisti.

Già durante i loro interventi di oggi nel corso dell’assemblea generale dell’Onu sono state ribadite le posizioni contrastanti di Casa Bianca e Cremlino sui rapporti con la Siria: da una parte Obama sostiene che Assad sia un tiranno, dall’altra la Putin spinge per una collaborazione con il presidente siriano.