Bologna, Pd: minacce a sindaco anti-cemento. Indagati colleghi dem. e direttore della Legacoop

L’inchiesta sulle minacce al sindaco anti-cemento di San Lazzaro, Isabella Conti, prosegue. Risultano esserci cinque indagati

Cinque persone risultano essere indagate nella cosiddetta vicenda della Colata di Idice. Tra queste ci sono anche due esponenti del Partito Democratico emiliano: il sindaco renziano del comune di Castenaso (Bologna), Stefano Sermenghi (che come assessore al welfare ha in giunta la sorella del premier, Benedetta Renzi), e l’ex sindaco di San Lazzaro di Savena, Aldo Bacchiocchi.

Dopo la proroga delle indagini, si scopre che oltre ai due politici, sono indagati anche Simone Gamberini, direttore generale di Legacoop Bologna (ed ex sindaco Pd di Casalecchio di Reno), il dirigente della Palazzi srl. Massimo Venturoli e l’ex presidente del Collegio dei revisori del Comune di San Lazzaro di Savena, Germano Camellini. Dunque, siamo difronte ad una vicenda che coinvolge un pezzo importante della classe dirigente emiliana e che sta generando non poche tensioni all’interno del Pd.

Tutto era incominciato quando il sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti (33 anni), anche lei di area renziana, ha bloccato un progetto edilizio da 263 mila metri quadrati, comprendente 582 alloggi, una scuola e un centro sportivo, nella frazione di Idice. Il primo cittadino, in seguito alla sua decisione, ha denunciato di essere stata oggetto di minacce e così la Procura del capoluogo emiliano ha avviato un’inchiesta. Secondo la giovane politica dem., segnalare minacce personali e via sms è stato necessario per non influenzare i lavori del Consiglio comunale.

La scelta di annullare la mega-colata di cemento, corrispondente a un giro d’affari di 300milioni di euro e predisposta da altre maggioranze Pd in anni precedenti, aveva provocato subito grandi malumori. Segnaliamo, inoltre, che ad edificare le palazzine sarebbe stato consorzio di imprese comprendente anche la Coop Costruzioni, la Palazzi srl, la Astrale Srl.

Sermenghi, contattato de Il Fatto Quotidiano, ha detto di essere sereno e ha manifestato sorpresa per la notifica di proroga delle indagini da parte dalla pm Rossella Poggioli: “Non sono in grado di capire il motivo visto che l’atto inviato dalla procura è stringato”.

La denuncia della Conti mobilitò il Pd a livello regionale e nazionale. A febbraio 2015, Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, decise di essere presente nell’aula del consiglio comunale di San Lazzaro, quando si decise per il no al progetto di Idice. E poco prima, a gennaio, Matteo Renzi chiamò la Conti e lanciò un tweet per esprimerle vicinanza: “il Pd è al suo fianco a testa alta e senza paura”.