Usa, guerra all’Isis: si dimette il generale Allen

Il generale Allen, incaricato speciale degli Stati Uniti per la lotta all’Isis, annuncia le dimissioni. Al di là delle motivazioni ufficiali, sarebbe deluso dalla strategia di Obama

John Allen ha annunciato le dimissioni. Il generale dei Marines ha reso noto che la scelta è dettata da motivi familiari: il suo desiderio è quello di stare vicino alla moglie Kathy che è gravemente malata. Ma a Washington i rumor lasciano intendere che le motivazioni reali siano ben altre. L’incaricato speciale degli Stati Uniti per la lotta all’Isis avrebbe deciso di abbandonare il suo ruolo perché sarebbe fortemente deluso dalla strategia di guerra del Presidente Barack Obama.

Ricordiamo che il risultato più importante ottenuto da Allen nel conflitto contro il Califfato è stato sicuramente il raggiungimento dell’accordo con la Turchia del gennaio di quest’anno. In base all’intesa, l’esercito americano ha acquisito il diritto di usare la base aerea di Incirlik per far partire i raid contro la Siria. Ma al di là di questo, il generale ha ottenuto ben poco.

Obama nel 2014 ha dato l’incarico ad Allen per guidare la missione contro l’Isis. Ma, secondo fonti informate, il generale si sarebbe più volte detto scettico sulla strategia di guerra, giudicata troppo blanda, e si sarebbe lamentato delle risorse carenti. Nonostante, infatti, i settemila bombardamenti condotti dalla coalizione contro i jihadisti, la situazione non pare mai essere stata vicina ad un punto di svolta .

Meglio dunque per Allen andarsene, il rapporto con Washington, eccessivamente deteriorato, non consentirebbe la permanenza in Medio Oriente. E le sue dimissioni, a questo punto, non dispiacerebbero nemmeno ad Obama, che ha bisogno di un volto nuovo per guidare una missione che sta entrando in una nuova fase. A tale riguardo, segnaliamo che il Presidente sembra essersi convinto, in accordo con il Pentagono, a inviare armi pesanti ai ribelli nel nord della Siria, al fine di bloccare il collegamento fra l’Isis siriano e quello iracheno.

Per il momento quello che appare chiaro è che ci sarà un intensificazione dell’impegno americano in Siria, anche se è poco convincete la strategia di battere l’Isis e far cadere contemporaneamente il Presidente Bashar al-Assad. Tale prospettiva si complica ancora di più alla luce delle rivelazioni di Bloomberg: Per l’agenzia internazionale, Putin sembra intenzionato a bombardare da solo il Califfato, nel caso in cui Washington non accettasse l’offerta di una coalizione internazionale.

L’annuncio di Allen, in ogni caso, arriva dopo lo scandalo dei rapporti manipolati, che porterà alle dimissionamento di importanti figure dell’intelligence. Secondo un’inchiesta del Pentagono, ufficiali di primo piano del Comando centrale avrebbero fornito dei report alla Casa Bianca che delineavano un quadro troppo confortante sulle operazioni in corso in Siria e in Iraq.

Insomma la prima (fallimentare) fase del conflitto contro l’Isis va chiusa in fretta e a pagarne le conseguenze sono rilevanti membri dell’esercito. Obama non può che scaricare le responsabilità su di loro e provare a voltare pagina.

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