L’UE indaga l’Italia per violazione del diritto d’asilo

La Commissione Europea sta indagando l’Italia ed altri 18 paesi europei per 40 violazioni diverse del diritto d’asilo

Durissimo atto d’accusa della Commissione Europea sul mancato rispetto del diritto d’asilo: 19 paesi UE, tra cui anche Italia e Germania, sono infatti sono inchiesta (40 procedure d’infrazione) per non aver ancora recepito tutta la normativa europea in materia di diritto d’asilo. Altri “big” sul banco degli imputati europeo sono la Francia, l’Austria, la Spagna, l’Olanda e l’Ungheria, mentre Danimarca, Regno Unito e Irlanda non saranno in alcun modo interessate dal provvedimento, in quanto che non hanno mai sottoscritto le regole europee sul diritto d’asilo.

Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Die Welt la questione posta da Bruxelles non è di poco conto: la Commissione infatti rimprovera a questi stati di non aver recepito nella legislazione nazionale la normativa europea sul riconoscimento dei rifugiati, sui procedimenti per l’asilo, sulle condizioni di accoglienza dei richiedenti.

La notizia è stata resa nota poche ore prima dell’inizio del vertice europeo dei capi di Stato e di Governo, svoltosi a Bruxelles ed avente al centro proprio il tema delle migrazioni e dell’accoglienza: un vertice chiave per affrontare la crisi dei rifugiati in Europa, una crisi a dire il vero tutta europea nella quale le istituzioni comunitarie dimostrano una volta di più, dopo i drammatici negoziati sulla crisi greca, le difficoltà politiche nella gestione di interessi spesso diametralmente opposti.

Bruxelles accusa gli stati membri di non avere integrato ampi pezzi di legislazione europea vigente sul riconoscimento dei rifugiati (direttiva 2011/95/UE), in particolare le norme per le procedure di asilo (direttiva 2013/32/UE) e l’accoglienza dei richiedenti asilo (direttiva 2013/33/UE): un problema di non poco conto, sopratutto al netto delle difficoltà di trovare un’accordo comunitario in tal senso. Molti ostacoli, spiegano le alte sfere della Commissione UE al Die Welt, stanno proprio nel fatto che tutti i vertici di queste settimane sono privi di senso per via dell’assenza di normative nazionali omogenee:

“E’ inutile discutere ad un vertice sulle nuove regole delle politiche migratorie se la legislazione esistente è semplicemente del tutto inadeguata in questo senso: la responsabilità e la solidarietà devono andare di pari passo nelle politiche di asilo”

Il primo passaggio di questa procedura d’infrazione sarà una lettera di messa in mora, che tutti e 19 i paesi sotto esame della Commissione riceveranno puntualmente, contenente la richiesta di adeguarsi alle norme comunitarie entro tempi prestabiliti: la risposta dovrà arrivare entro massimo 60 giorni. In caso contrario si rischia di essere deferiti alla Corte Europea di Giustizia.

Secondo il quotidiano tedesco è piuttosto insolito che Jean-Claude Juncker e la Commissione UE da lui presieduta comunichino con tanta enfasi la messa in mora e l’alto numero di procedure d’infrazione in materia di diritto d’asilo: in passato infatti tali procedimenti sono sempre stati affrontati cercando di dare meno informazioni possibili alla stampa ed ai cittadini europei, mentre questa volta sembra che ci sia un cambio di strategia comunicativa decisamente notevole da parte dei vertici europei. Altrettanto insolita è la tempistica con la quale è stata resa nota la procedura d’infrazione, poche ore prima del vertice di Bruxelles: sembra che l’UE voglia scrollarsi da dosso le polemiche dei mesi scorsi, quando molte cancellerie europee (tra cui quella tedesca) piccavano l’Unione Europea e la Commissione accusandole di “titubanza ed immobilismo” (come commentò il ministro dello Sviluppo tedesco Gerd Muller quest’estate).

Già nei mesi scorsi la Commissione Europea presieduta da Juncker aveva avviato 35 procedimenti di infrazione, cui ieri se ne sono aggiunti altri 40: un problema in più per i governi europei o uno stimolo alla concretezza? Le prossime settimane ci daranno una risposta.

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