Bersani esce allo scoperto, ko per Veltroni. Pd dalla padella alla brace

I nodi vengono al pettine in un Partito democratico che prende velocità per farsi più male possibile e uscire sconfitto nel modo peggiore dalle prossime elezioni del 6 e 7 giugno. Massimo D’Alema l’altro giorno aveva lanciato il sasso contro Veltroni e ritirato la mano. Un “assist” per Pier Luigi Bersani che esce allo scoperto

I nodi vengono al pettine in un Partito democratico che prende velocità per farsi più male possibile e uscire sconfitto nel modo peggiore dalle prossime elezioni del 6 e 7 giugno.

Massimo D’Alema l’altro giorno aveva lanciato il sasso contro Veltroni e ritirato la mano. Un “assist” per Pier Luigi Bersani che esce allo scoperto candidandosi alla segreteria.

Quello di Bersani è un vero e proprio atto d’accusa: “Ho deciso di espormi da subito perché sento il disamore dei nostri elettori, la mancanza di una prospettiva. Hanno bisogno di un punto di riferimento, altrimenti se ne vanno. La volta scorsa ho fatto una grande cavolata a non candidarmi alle primarie”.

Ai tempi del Pci una dichiarazione simile avrebbe aperto un “processo”, un immediato e approfondito confronto di “merito”, sulla linea e sulla gestione del partito: qualcuno avrebbe pagato.

La difesa d’ufficio di Veltroni è “disarmante”, frutto di un disorientamento che investe l’intero partito: “Ci sarà il tempo del congresso e delle candidature, per ora bisogna occuparsi del Pd per portarlo alle elezioni”.

Anche nella debolezza della discussione c’è già un motivo politico che il segretario deve saper interpretare. Anche il silenzio e l’imbarazzo sono manifestazioni politiche.

Figuriamoci un dissenso aperto e una critica a bruciapelo come quelle espresse da un dirigente come Bersani, spinto da uno come D’Alema.

Nel Partito democratico non ci sono solamente perplessità, dubbi, astensioni ma c’è oramai un aperto dissenso nei confronti della linea e della leadership del partito.

Nell’applicazione della linea del partito si esprime il grado di adesione e di convinzione dei gruppi dirigenti e dei “militanti”. Ma chi può applicare una “linea” inesistente?

Il Partito democratico ha imboccato un vicolo cieco.

Bersani dimostra di avere coraggio politico. Ma, dati i tempi e i modi della critica, rischia di far cadere il Pd dalla padella alla brace.

Massimo D’Alema attende sulle rive del fiume il passaggio dei “cadaveri” dei suoi nemici interni. Ma il lider Maximo rischia di ricevere in eredità solo un pugno di foglie secche.

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