Eluana Englaro: il decreto legge della vergogna

Speravo, quando spiegavo i motivi del nostro silenzio, di tutta la nostra redazione, sugli ultimi giorni di Eluana Englaro, che non ci sarebbe stato un motivo abbastanza grave, lurido, arrogante, così gonfio di protervia schifosa, da doverlo interrompere quel silenzio. Bene: un motivo c’è stato.Lo leggete ovunque: il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto


Speravo, quando spiegavo i motivi del nostro silenzio, di tutta la nostra redazione, sugli ultimi giorni di Eluana Englaro, che non ci sarebbe stato un motivo abbastanza grave, lurido, arrogante, così gonfio di protervia schifosa, da doverlo interrompere quel silenzio. Bene: un motivo c’è stato.

Lo leggete ovunque: il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge contro lo stop all’alimentazione e all’idratazione. Nonostante il veto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una sconfitta che ci mette allo stesso livello di riconosciute teocrazie come l’Iran. Complimenti.

Io spero solo una cosa: che l’elettorato, che chi ha votato questa destra, si ricordi di tutto questo. Si ricordi della violenza da vomito contro una persona annientata: Beppino Englaro, non Eluana, che è in stato vegetativo permanente dalla Strage di Capaci, 1992. Ricordatevi, quando siete in cabina elettorale, che non gli date solo il voto: gli date il vostro corpo.

Ricordatevi che avete – che abbiamo – votato un uomo, Silvio Berlusconi che ha il coraggio di affermare, nel 2009, questo:

«Eluana è una persona viva, respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe in ipotesi fare anche dei figli. È necessario ogni sforzo per non farla morire»

Certo. Figli. Di seguito, trovate un articolo di Ivy, che mostra nel dettaglio che cosa possa accadere ora: ora che la palla è passata al Presidente della Repubblica.

Il decreto “salva-Eluana” è stato approvato, con le solenni dichiarazioni del Premier, ma adesso cosa succede? In molti si interrogano su quello che succederà al Quirinale, parlano di firma del Presidente che potrebbe non arrivare, ma cosa stabilisce la legge? Ecco qui un piccolo vademecum.

La forma del decreto legge è un’eccezione prevista da uno specifico dispositivo emanato per rispondere ad esigenze dichiarate nella Costituzione, la l. 400 del 1988, all’art. 15, di cui vi riporto alcuni punti importanti per capire la nostra questione specifica:

…sono presentati per l’emanazione al Presidente della Repubblica con la
denominazione di «decreto-legge»…
…Il decreto-legge è pubblicato, senza ulteriori adempimenti, nella Gazzetta
Ufficiale immediatamente dopo la sua emanazione e deve contenere la clausola
di presentazione al Parlamento per la conversione in legge…

Come potete notare non si parla di alcuna firma da parte del Presidente della Repubblica, e per capire il suo ruolo dobbiamo soltanto tenere in considerazione due chiari articoli della Costituzione. Il n. 87, che gli attribuisce il compito di emanare “i decreti aventi valore di legge”, come indubbiamente è il un decreto legge, e l’art. 74. che invece attribuisce al Presidente la facoltà di “chiedere una nuova deliberazione” con “messaggio motivato” alle Camere. Quello che accade e che, come prevede sempre questo articolo, “se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”, senza ulteriori possibilità di intervento del Presidente.

L’art. 77 di cui tanto si sente parlare è solo quello che dà potestà normativa al Governo, e cioè introduce il dispositivo del decreto legge da poter utilizzare in casi straordinari di necessità e d’urgenza.

Con la lettera di ieri pare che questo messaggio motivato sia arrivato addirittura in anticipo rispetto al varo del dl da parte del Governo, ora non ci resta che attendere le mosse del Colle.