Usa 2016. Il secondo dibattito tra i candidati repubblicani, Trump contro tutti

Platea allargata a 11 partecipanti: c’è anche Carly Fiorina

di guido

Il secondo dibattito tra i candidati repubblicani, a un mese di distanza dal primo, è stato senza dubbio meno interessante ma ha visto anche un significativo cambiamento delle dinamiche.
Ad agosto gli altri candidati avevano lasciato Donald Trump libero di sbizzarrirsi, nella convinzione che si sarebbe sgonfiato da solo. Si è rivelato un errore, perché da allora il magnate ha staccato tutti nei sondaggi. Ieri sera allora tutti i candidati hanno cominciato ad attaccare senza tregua Trump. Il punto è che Trump vive (e parla) su un pianeta diverso da quello dei “politici di professione”, e quindi questi attacchi non solo non lo hanno scalfito, ma anzi rischiano di favorirlo.

Particolarmente duro, come largamente previsto, è stato Jeb Bush, l’ex favorito che ha la necessità di colmare il gap nei sondaggi. Ma lo scontro personale non è il suo pezzo forte, e gli attacchi sono andati a vuoto con alcuni momenti imbarazzanti, come quando Bush non è riuscito a ottenere da Trump le scuse per le offese a sua moglie, o quando non è riuscito a fargli ammettere di aver tentato di corromperlo quando era governatore della Florida e il magnate aveva bisogno di una legislazione più flessibile sul gioco d’azzardo. Pochi momenti di spicco: come quando ha confessato di aver fatto uso di cannabis da giovane, o ha proposto di mettere l’immagine di Margareth Tatcher sulla banconota da 10 dollari.

L’unica in grado di tenere testa a Trump è stata Carly Fiorina, che ha dimostrato di nuovo di essere molto efficace nei dibattiti e ha ottenuto dal miliardario le scuse per le frasi misogine dei giorni scorsi.

Tra gli altri candidati, ha spiccato il chirurgo di colore Ben Carson, bravo a tenersi fuori dalla mischia e a piazzare alcuni interventi mirati al momento giusto, mentre è andato molto male Chris Christie. Il governatore del New Jersey aveva annunciato che in questo dibattito sarebbe stato “atomico”, ma non ha lasciato il segno e anzi si è fatto riprendere dai “fact-checker” per aver detto di essere stato nominato procuratore il 10 settembre 2011, cosa che si è rivelata falsa.

Bene Ted Cruz, che ha superato a destra tutti gli altri candidati. Buona anche la performance di Kasich, che invece è quello che si è tenuto più al centro, con l’obiettivo di prendere i consensi di Bush e Rubio se questi candidati dovessero fallire. Ancora anonimo proprio Rubio, che vede le sue chances di candidatura sfumare sempre di più, così come Scott Walker, un po’ più vivace dell’altra volta ma mai incisivo.

La vigilia

È giunto il momento del secondo incontro-scontro tra i candidati repubblicani alla nomination per Usa 2016, dopo il dibattito del 6 agosto che, un po’ a sorpresa, ha confermato la credibilità della candidatura di Donald Trump lanciandolo come front runner.

Se un mese fa il multimilionario era l’outsider, oggi si presenta come l’uomo da battere, ed è perciò probabile che le strategie degli avversari cambino: se ad agosto gli altri candidati hanno fatto di tutto per ignorarlo, ora è invece sicuro che partiranno all’attacco. Jeb Bush ha già cominciato, negli ultimi comizi, a rispondere a tono alle accuse di Trump, dopo averlo ignorato per mesi. Questa nuova strategia presenta non pochi rischi, sia perché il terreno dello scontro personale non è quello in cui Bush eccelle (al contrario di Trump), sia perché c’è il rischio che una “lotta nel fango” finisca per annullare entrambi a vantaggio di altri candidati.

Il dibattito stavolta è organizzato dalla CNN e diviso, come il precedente della FOX, in due tronconi. Il primo andrà in onda alle 6 del pomeriggio, mezzanotte in Italia, e ospiterà i 5 candidati “minori”, ovvero Rick Santorum, Bobby Jindal, George Pataki, Lindsey Graham e Jim Gilmore. Rick Perry ha invece ritirato (ufficialmente “sospeso”) la sua candidatura per esaurimento dei fondi. Il secondo dibattito, quello tra i pezzi da novanta, andrà invece in onda alle 8 di sera, le 2 di notte in Italia, e vedrà 11 partecipanti: dopo aver confermato inizialmente solo i 10 candidati del primo dibattito, la CNN è tornata sui propri passi modificando leggermente le regole d’ingresso (la media nei sondaggi) e accogliendo anche l’ex CEO della HP Carly Fiorina, che dopo l’ottima performance nel primo dibattito “minore” ha visto una sensibile crescita di popolarità.

Carly Fiorina, come Trump ex dirigente d’industria con nessuna esperienza politica, rappresenta in un certo senso il vero anti-Trump, perché sta cercando di condurre una campagna basata sui contenuti e senza attacchi personali. Lo stesso non si può dire del front runner che, forte di un 33% nei sondaggi ha recentemente dichiarato che “nessuno voterebbe con una con la faccia della Fiorina”.

Da tenere d’occhio nel dibattito anche il nuovo outsider, il chirurgo afroamericano Ben Carson, che dopo il dibattito del 6 agosto ha visto una sorprendente impennata nei sondaggi, tanto da aver superato Jeb Bush e Scott Walker e aver toccato il 20%. A proposito di Walker, dopo la deludente prestazione di agosto, il governatore del Wisconsin è già all’ultima spiaggia: i sondaggi in Iowa lo danno al 3%, e se non trova il modo di risollevarsi la sua candidatura rischia di naufragare prima ancora dell’apertura dei seggi.

I Video di Blogo

Ultime notizie su Donald Trump

Tutto su Donald Trump →