Corbyn e quella sinistra che fa paura, da demolire

Ecco come vengono demonizzate le nuove sinistre europee

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Se volete avere un assaggio di quanto faccia paura una certa sinistra che prova a riemergere qua e là – al momento si tratta di fuochi fatui – e di quali saranno gli argomenti che verranno utilizzati per demolirla sul nascere, vi sarà sufficiente leggere oggi Gianni Riotta su La Stampa contro Corbyn e i laburisti britannici.

Come avviene la demolizione? Si dipana in quattro passi

Primo passo: tutti uguali. Riotta fa un bel calderone – e già che c’è individua il suo “nemico” un po’ ovunque, in maniera globale. Negli USA, per il collega, l’equivalente di Corbyn è Bernie Sanders. In Spagna è Pablo Iglesias. In Grecia era Varoufakis (e prima anche Tsipras, ma poi Tsipras ha ceduto, e quindi ora Tsipras è buono). E in Italia? Be’, in assenza di personalità da individuare, ecco il calderone: gli elettori della minoranza Pd, i 5 stelle, i – cito testualmente – «sindacalisti come Landini».

Quali sarebbero gli elementi condivisi da questi soggetti politici in verità così diversi? Eccoli, secondo Riotta:

«no tagli alla spesa pubblica, disarmo, anti imperialismo Usa, basta con il mercato globale, tariffe, nazionalizzazioni quando serve».

La semplificazione vince sempre.

Secondo passo: come le destre. Riotta paragona le sinistre alle destre. Condividono “certe idee”, e quindi sono come Donald Trump, Le Pen, l’Ukip, Orban e Jobbik in Ungheria, la Lega Nord, tutti che, cito testualmente, «colgono, su un altro fronte, la stessa angoscia: i miei figli avranno una vita peggiore della mia?»

Terzo passo: nemici della globalizzazione. Questo è il punto più facile. Siccome la globalizzazione, nel pensiero unico dominante, è il bene, chiunque le si opponga è il male. Notiamo anche che l’analisi politica proposta da Riotta è essa stessa globalizzante, negando le – pur evidentissime – differenze fra Varoufakis, Corbyn, Iglesias e le destre.

Quarto passo passo: demagoghi disastrosi. Il calderone di sinistra e le destre uguali a quelle sinistre finiscono per arrivare all’unica Riotta-conclusione possibile. Siccome sono il male, sono per forza di cose dei demagoghi disastrosi. Che faranno solo male.

Le sinistre dovrebbero reagire a questo attacco – che non è mica solo di Riotta – rivendicando sia la loro “nazionalità” sia la loro “internazionalità” e spostando la conversazione su un piano di contenuti non banalizzante. Ma il percorso è difficile, perché semplificare aiuta a veicolare concetti, a massificare il pensiero, a polarizzarlo e dicotomizzarlo.

Perché faccia così tanta paura, questa sinistra, al punto di demonizzarla preventivamente, è anche troppo evidente: propone un pensiero alternativo al pensiero unico. E “minaccia” addirittura di fare rete contro le politiche di austerità.

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