Onu: La Bandiera della Palestina sventolerà sul Palazzo di Vetro

L’Assemblea generale dell’Onu ha deciso: la bandiera palestinese sarà issata sul Palazzo di Vetro. Il voto favorevole alla risoluzione è stato aspramente criticato da Isreale

Ieri, l’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, con 119 sì su 193 Stati votanti, ha dato l’assenso alla risoluzione che dà ai Paesi con lo status di osservatore non membro di issare la propria bandiera sul Palazzo di Vetro. Dunque, la bandiera della Palestina potrà sventolare sulla sede Onu.

Tra le nazioni che hanno votato contro la risoluzione ci sono gli Stati Uniti e Israele. Nell’ambito dell’Unione Europea, Italia, Francia, Svezia, Spagna, Irlanda, Slovenia, Lussemburgo, Malta e Polonia hanno votato a favore. Gli altri paese membri, invece, si sono astenuti.

La risoluzione dispone che le bandiere degli Stati osservatori siano issate entro 20 giorni. I diplomatici palestinesi si augurano che ciò accada il 30 settembre, quando il presidente dell’Anp, Abu Mazen, terrà un discorso davanti ai leader mondiali a New York, presso la sede dell’Assemblea generale. Grande delusione, invece, è stata espressa dal governo di Tel Aviv.

Sebbene la decisione abbia solo un valore simbolico, l’ambasciatore israeliano all’Onu è intervenuto sul tema con toni caustici. Come riportano le agenzie internazionali, Ron Prosor ha affermato: “l’Assemblea voterebbe che la Terra è piatta se venisse proposto dai palestinesi”. E ha aggiunto che è stato messo in atto “uno sfacciato tentativo di sequestrare le Nazioni Unite“. Per parte sua, l’ambasciatrice statunitense, Samantha Power, si è limitata ad osservare che la risoluzione non contribuirà ad avvicinare palestinesi ed israeliani.

Evidenziamo che nel 2012 la Palestina ha ottenuto lo status di osservatore non membro. Alla fine del 2014, poi, ha richiesto il suo riconoscimento pieno nei territori occupati da Israele nel 1967, con capitale Gerusalemme Est. La risoluzione, però, non ha ottenuto il sostegno necessario per essere messa a votatazione dai 15 Stati membri del Consiglio di Sicurezza.

Riyad Mansour, inviato dell’Anp all’Onu, ha commentato positivamente il voto favorevole di ieri: “È una cosa simbolica, ma è un altro passo per consolidare i pilastri dello Stato palestinese nell’arena internazionale” (Via Nenanews). E, aggiungiamo noi, in vista dell’approvazione della legge anti-terrorismo del governo Netanyahu, trascurata dalla stampa mainstream, c’è anche necessità di gesti simbolici. Ricordiamo, a tale riguardo, che il dispositivo di sicurezza israeliano prevede, tra le altre cose, che chi mostra la bandiera della Palestina per minare la sicurezza dello Stato di Israele rischia fino a tre anni di carcere.

Sempre nella giornata di ieri, è arrivata un’altra sconfitta diplomatica per Tel Aviv. Il Parlamento Ue, con 525 voti a favore, 70 contrari e 31 astenuti, ha approvato la mozione che impone di introdurre differenti etichette per le merci prodotte ad Israele e per quelle provenienti dai Ter­ri­tori pale­sti­nesi occu­pati e dalle Alture del Golan occupato.

Anche qui le reazioni di Tel Aviv sono state di condanna. Netanyahu ha parlato di scelta “ingiusta“, che mette a repentaglio il negoziato di pace.