Sei Nazioni 2012: Italia, il falso problema Botes

La sconfitta con l’Inghilterra nel secondo turno dell’RBS 6 Nations ha lasciato strascichi polemici sulle scelte di Jacques Brunel.

E’ il tema del giorno in Italia, la pietra dello scandalo. La sostituzione di Kris Burton con Tobias Botes, le due punizioni malamente sbagliate dal sudafricano e la sconfitta di misura azzurra. E’ il primo, grave, errore di Jacques Brunel, oppure no? E’ un esperimento assurdo, oppure no? 

In sala stampa alla fine di Italia-Inghilterra c’erano due schieramenti ben distinti: da un lato, la maggioranza dei colleghi, che accusavano Brunel di aver sbagliato tutto, di aver fatto esperimenti assurdi e, alla fine, di aver perso la partita su quella piazzola maledetta. Dall’altro chi, invece, difendeva la scelta del tecnico francese. Io, personalmente, ero tra questi. Ecco perché.

Partiamo da due concetti ovvi: Tobie Botes non è un mediano d’apertura e i due errori dalla piazzola ci sono costati i sei punti che hanno fatto la differenza. Quindi, l’analisi più semplice è: sì, Brunel ha sbagliato e ha buttato via una vittoria. E’ un’analisi semplice, ma fatta con il senno di poi.

Ma riguardiamo il match con l’Inghilterra, ripensiamo al primo tempo. L’Italia nei primi 40′ ha avuto un buon possesso, si è trovata spesso nella metà campo inglese, ma ha finalizzato solo nel finale, con un’azione confusa e fortunosa e, poi, con un bell’intercetto. Di strutturale non ha fatto molto. Perché?

Uno dei motivi sono state le scelte tattiche fatte proprio da Kris Burton. In un paio di occasioni invece di continuare a cercare spazio all’esterno, palla in mano, ha provato dei calci che sono finiti tra le mani degli inglesi. In un paio di altre occasioni il suo piede è risultato poco efficace, sbagliando un paio di punizioni calciate in touche e rimaste in campo e un paio di calci usciti direttamente. Insomma, la prestazione di Kris non è stata ottima, e a sottolinearlo è stato lo stesso Parisse in conferenza stampa.

Insomma, all’intervallo in molti avrebbero tolto Burton, provando un’alternativa. Cioé Botes, l’apertura in panchina. Un cambio avvenuto pochi minuti dopo l’inizio del secondo tempo, quando l’Italia stava iniziando a soffrire il ritorno inglese. Un cambio dovuto, giusto. Se non ci fossero stati quei due piazzati a ribaltare le opinioni.

Qualcuno dice che Botes non è un’apertura e che deve giocare mediano di mischia. Vero, il sudafricano dà il meglio a numero 9. Però. Però a mediano abbiamo già Ugo Gori e Fabio Semenzato, mentre all’apertura? L’alternativa a Burton si chiama Orquera, ma è infortunato. E poi? In Pro 12 ci sono De Waal, Di Bernardo (quanti minuti ha giocato a Treviso?), Olivier, Tebaldi (anche lui un mediano spostato all’apertura). Finito. Stop. Chi doveva portare Brunel, dunque? Le alternative mancano e Botes era la scelta più ovvia e necessaria.

E’ vero, con il senno di poi i due piazzati sbagliati da Botes ci sono costati il match. Ma nessuno pensa che, forse, gli errori tattici fatti da Burton nel primo tempo ci siano costati più dei sei punti lasciati sul prato dal sudafricano? La mediana è, ancora, il tallone d’Achille dell’Italrugby. Brunel dovrà trovare la quadra per risolvere questo problema. Ma certi attacchi letti sulla stampa tra ieri e oggi mi sembrano troppo semplicistici e con una voglia di fare polemica inutile ed eccessiva.

 

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