Elezioni politiche 2016? Il centrodestra pensa al ticket Salvini-Berlusconi

E il fatto che il Cavaliere sia incandidabile sembra passare in secondo piano.

Il fatto che Silvio Berlusconi sia incandidabile fino al 2019 sembra essere stato dimenticato da tutti, o almeno dagli esponenti del centrodestra che continuano a parlare del leader di Forza Italia come di un politico pari a tutti gli altri. E invece così non è: perché la condanna nel processo Mediaset, nonostante la pena sia stata interamente scontata, costringe ancora l’ex premier a restare fuori dai giochi fino al 2019. Può essere che davvero si speri nella Corte di Strasburgo, unica istituzione che potrebbe consentirgli di rientrare pienamente in politica, ma difficilmente dall’Europa arriverà una decisione in tempi rapidi.

Nel centrodestra, però, l’urgenza sembra quella di capire come far convivere il patriarca Silvio Berlusconi e il “bomber” Matteo Salvini. Il primo, si è capito, non ha nessuna intenzione di mollare lo scettro; il secondo vorrebbe tanto tentare il bagno di folla delle primarie ma non può mettersi eccessivamente di traverso a chi, Berlusconi, quelle primarie proprio non le vuole. E quindi? Un aiuto viene proprio dalle parole di Salvini: “Un ticket tra me e Berlusconi? Io sento di avere l’appoggio di tanti italiani, ma sono disposto a farmi da parte e non fare tutto da solo. Ma bisogna vedere cosa vuole fare Forza italia perché c’è un pezzo di partito che vorrebbe sostenere Renzi e un altro pezzo che dice non si tocca questa Europa e questo euro, quindi che si decidano”.

Andiamo con ordine: la possibilità che i due si presentino insieme, un po’ alla stregua di quanto fatto con Berlusconi candidato premier e Gianfranco Fini suo esplicito vice, sembra possibile. Ma è un po’ meno chiaro chi dovrebbe giocare il ruolo di capitano e chi di secondo. Ma soprattutto: qual è l’orizzonte temporale? Il termine della legislatura è al 2018, ma è evidente che se la riforma del Senato andrà davvero in porto in tempi brevi, a quel punto per Renzi la cosa migliore da fare è tornare alle urne per provare a ridare forza a un’azione di governo che negli ultimi mesi si è fatta sempre più debole e confusa, vittima di troppi annunci e di parecchie delusioni.

Se così fosse, e non è affatto detto che avvenga, l’orizzonte quasi certo è quello di elezioni politiche nella primavera 2016. In cui, per effetto dell’Italicum, il centrodestra si riunirebbe in un unico listone capitanato, appunto, da Berlusconi e Salvini. Tutto chiaro, quindi? Sempre che le cose non cambino, sempre che davvero non si formi un fronte pro-primarie che superi le resistenze del Cavaliere e sempre che davvero si riesca ad andare al voto, l’idea del ticket non sembra campata per aria. Certo, rimane sempre quel piccolo problema dell’incandidabilità di Silvio Berlusconi.

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