Ncd al bivio: Ingresso nel Listone del Pd o alleanza organica con Renzi?

Ncd: si fanno insistenti le voci su una trattativa per un ingesso nel “listone Pd”. L’ipotesi non piace a quelli che vorrebbero un’alleanza organica con Renzi. Chi la spunterà?

Il premier, Matteo Renzi, è fortemente tentato dal rendere permanete l’intesa con i centristi, ma non è escluso che pensi addirittura ad inglobarli, proseguendo così nel suo progetto di Partito della Nazione. Per il rottamatore, l’occasione di creare un’ “alleanza organica” con Ncd di Angelino Alfano sembra ora a portata di mano, favorita dagli scarsi consensi che gli ex alleati di Silvio Berlusconi riescono a capitalizzare, ma anche dai problemi di bilancio che hanno investito tutta l’area centrista.

A far trapelare l’ipotesi che il ministro degli Interni sia pronto a buttarsi tra le braccia del Pd è stata Nunzia De Girolamo. A tale riguardo, la parlamentare campana, in un’intervista al Corriere della Sera, annunciando il suo addio ad Ncd, ha precisato che i suo ex colleghi “se si votasse domattina, si candiderebbero con Matteo Renzi“.

L’ipotesi non appare affatto peregrina, visto che con l’entrata in vigore dell’Italicum la formazione moderata nata nel 2013 rischia di scomparire. Tuttavia, Ncd è spaccato: c’è chi non rinnega le proprie origini, pensando che sia giusto continuare a dialogare con Berlusconi e Salvini, e c’è chi invece non vede l’ora di saldare l’intesa con Renzi. Così, questi ultimi pensano di garantirsi la “sopravvivenza” nella prossima legislatura, mentre il Pd si assicurerebbe un bel po’ di voti utili in caso di eventuale ballottaggio. A propendere per la seconda opzione è arrivato anche un esponente del partito che fino a qualche tempo fa nessuno avrebbe mai pensato incline alla costruzione di centro-sinistra allargato.

Stiamo parlando di Fabrizio Cicchitto, che sabato scorso è intervenuto sul tema. L’ex di Forza Italia ci ha tenuto a fare alcune puntualizzazioni sulle future alleanze. Continuare a stare con Renzi, infatti, si può tradurre con due modalità. La prima sarebbe quella di un ingresso nel listone Pd per assicurarsi una “quota di salvataggio”. E, in questo caso, secondo i rumors dei giorni scorsi, ad Ncd il Nazareno vorrebbe riservare 15 seggi sicuri (anche se Alfano punterebbe a 20). L’altra scelta in campo è quella di perfezionare la nascita di un soggetto autonomo, Area Popolare, insieme a Pierferdinando Casini. Tale formazione si candiderebbe a diventare alleato naturale dei democratici.

Cicchitto, a Il Garantista, ha escluso categoricamente che ci sia in corso una trattativa sui seggi ed ha precisato che l’unica strada da seguire è quella “di continuare la collaborazione, soprattutto creando un aggregatore di forze centriste che abbiano forza contrattuale con il Partito democratico“. In ogni caso è lecito avanzare qualche dubbio sul fatto che le cose debbano andare necessariamente in questo modo.

Ovviamente, personalità come Formigoni, Giovanardi, Sacconi, Augello, Quagliariello, Lupi e lo stesso Cicchitto rigettano l’idea dell’entrata nel listone, anche perché hanno un passato troppo compromesso con Berlusconi e difficilmente potrebbero trovare posto nel Pd renziano. Ma ci sono altri esponenti di Ncd come Dorina Bianchi, Federica Chiavaroli, Rosanna Scopelliti e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che invece un pensierino sul Partito della Nazione potrebbero farcelo. Molto dipenderà dagli equilibri che si paleseranno nel incipiente rimasto di governo.

C’è poi da considerare un altro aspetto, Ncd e Udc non navigano in buone acque dal punto di visto economico. Il partito di Casini registra quasi 2milioni di rosso, mentre quello di Aflano, nel 2014, ha accumulato debiti nei confronti dei fornitori per circa 900mila euro. Trattare un ingresso nel listone, fatti un po’ di conti, potrebbe tornare molto utile: in questo momento le grandi donazioni sono tutte indirizzate verso il Pd targato Renzi.

Ma cosa ne pensa la sinistra Pd, già sul piede di guerra per il probabile soccorso di Azione Liberale di Denis Verdini al governo, di un matrimonio tra Alfano e Renzi? Alfredo D’Attorre, interpellato da ilfattoquotidiano.it, è molto duro in merito: “una linea politicamente ed elettoralmente perdente, che non solo non ha il consenso della base del Pd, ma rischia di imbarcare pezzi di ceto politico del centrodestra senza effettivi benefici in termini di voti reali, come hanno dimostrato le ultime elezioni amministrative“.

Il problema per la sinistra, sia in caso di alleanza con i centristi alle politiche sia di “annessione” di Ncd, è che rischiano l’isolamento. Se i “ribelli” democratici, infatti, uscissero, seguendo Civati e Cofferati, rischiano di non essere rieletti. Se rimanessero, invece, mandando giù il boccone amaro, finirebbero per essere ulteriormente marginalizzati.

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