A Pomigliano botte fra lavoratori e polizia. In Spagna verso un governo di coalizione. Qui Berlusconi e Veltroni come i “polli” di Renzo

Quel che è accaduto oggi a Pomigliano potrebbe presto estendersi in altre località d’Italia. I 5 mila lavoratori Fiat da mesi in cassa integrazione hanno manifestato per avere risposte concrete sul loro futuro, occupando per ore l’autostrada e scontrandosi con la Polizia. La crisi morde sempre più e l’esasperazione potrebbe prendere il sopravvento. Il nostro

Quel che è accaduto oggi a Pomigliano potrebbe presto estendersi in altre località d’Italia.

I 5 mila lavoratori Fiat da mesi in cassa integrazione hanno manifestato per avere risposte concrete sul loro futuro, occupando per ore l’autostrada e scontrandosi con la Polizia.

La crisi morde sempre più e l’esasperazione potrebbe prendere il sopravvento. Il nostro Paese incredibile, metà fiaba e metà incubo, potrebbe entrare in una fase drammatica e pericolosa.

La frase del Premier Berlusconi “Due punti in meno del Pil non sono un dramma” è stata smentita da Eurostat con la previsione di un tasso di disoccupazione vicino al 9 per cento, cioè con nuovi 600 mila posti di lavoro in meno.

“La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona, se aiuta le famiglie e le imprese a uscire dalla crisi”. Sono parole di Barack Obama, molto diverse da quelle ottimistiche di Silvio Berlusconi che sembra “accontentarsi” di avere una maggioranza ampia, senza curarsi dei risultati.

A tutt’oggi l’azione del governo italiano non ha inciso minimamente sulla crisi.

E’ quanto meno necessario un vero “patto di solidarietà” fra tutte le forze sociali e politiche. Invece dominano i contrasti e le contrapposizioni fra governo e opposizione e dentro gli stessi partiti. In altri paesi si cercano strade nuove.

Ad esempio in Spagna, dove di fronte al crollo della produzione industriale e ai previsti 4 milioni di disoccupati (un vero dramma sociale che può portare alla destabilizzazione) si sta lavorando per varare addirittura un governo di coalizione con la destra.

Il leader dell’esecutivo Zapatero sta trattando con il leader dei Popolari Rajoy per cercare ogni via che eviti il collasso del Paese. Tant’è che il Partito popolare ha sostenuto le misure anticrisi del governo.

Come si può ben vedere, l’Italia non solo è lontana anni luce dagli stati Uniti, ma anche dalla Spagna.

Nel nostro Paese non ci sono le stesse condizioni politiche? E’ vero, l’Italia rappresenta una “anomalia”, con un bipolarismo bislacco e maggioranza e opposizione contrapposti e senza progetti strategici.

Con la crisi che avanza, dopo le elezioni Europee può accadere di tutto: la presenza di un nuovo “centro” potrebbe rafforzare l’esecutivo sul piano politico e sociale o addirittura ribaltare l’attuale “quadro” politico.

Potrebbero essere le urne, a giugno, a innescare il segnale di svolta.

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