Palestina: Abu Mazen si dimette dalla Presidenza dell’Olp

Abu Mazen si dimette da Presidente dell’Olp. Il Consiglio potrebbe anche respingere le dimissioni, ma l’ipotesi appare improbabile

La scelta di Abu Mazen di presentare le dimissioni da Presidente dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) non hanno colto di sorpresa nessuno. La decisione è stata annunciata sabato e, insieme al capo del governo dell’Anp, hanno dato l’addio all’organizzazione più di metà degli altri 18 membri del comitato esecutivo.

I modesti risultati ottenuti nei negoziati di pace, il fallimento del governo di unità nazionale, l’incapacità di trovare solidi appoggi internazionali per frenare gli insediamenti colonici israeliani nei Territori occupati, gli scarsi consensi nella Striscia di Gaza, soprattutto dopo l’operazione militare Margine Protettivo della scorsa estate, rendevano quasi obbligato il gesto di Abu Mazen. A tutto questo va poi aggiunta anche una certa corruzione che ha caratterizzato le varie consorterie che hanno sostengono i governi di Ramallah.

L’ultima pronunciamento, ora, spetta al Cnp, l’organo legislativo che si occupa di nominare il comitato esecutivo. Il Consiglio potrebbe decidere anche di respingere le dimissioni e confermare l’80enne leader palestinese alla guida dell’organizzazione. Ma appare molto improbabile un’ipotesi del genere, a meno che Abu Mazen non riesca a farsi garante di un ampio rimpasto all’interno dello stesso comitato.

Non sembra, infatti, il momento di atti forza, capaci di riaffermare la centralità del leader. Hamas, con l’avallo di Tel Aviv, potrebbe addirittura creare una sorta di “emirato” separato, minando definitivamente all’unità palestinese. Sul fronte interno, poi, Abu Mazen deve registrare la nascita di nuove correnti nell’Olp e il moltiplicarsi delle divisioni anche nell’ambito della sua fazione, Fatah. Inoltre, dopo essersi scontrato con l’ex premier, e a suo tempo suo ex alleato, ,Salam Fayyad, ha anche recentemente rotto con Tas­ser Abed Rabbo, portavoce dell’Olp durante la prima Inti­fada.

Secondo quanto ci riferisce Michel Giorgio su Il Manifesto, in molti pensano che questa sia solo una prima mossa e che presto arriveranno anche le dimissioni da Presidente dell’Anp. Tuttavia, se la decisione di lasciare fosse solo un’operazione di maquillage politico non serverebbe a molto. Se a succedergli fosse un suo fedelissimo, come Majed Faraj, il capo dell’intelligence palestinese, gradito a Usa e Ue, certamente non si ricucirebbero gli strappi accumulati all’interno dell’establishment palestinese e con Hamas.

Una soluzione del genere, inoltre, non riscuoterebbe grande entusiasmo dal basso, quello necessario a creare una rinnovata unità di popolo, in grado di portare avanti delle istanze di cambiamento.