Coree: raggiunto un accordo per ridurre le tensioni

La Corea del Nord si lamentava per degli slogan di propaganda lanciati da un altoparlante al confine. Erano la risposta di Seoul al ferimento di due militari finiti su delle mine.

25 agosto 2015, ore 09:20 – Dopo due giorni di dialoghi la Corea del Sud e la Corea del Nord hanno raggiunto un accordo per mettere fine alle tensioni delle ultime settimane. Seoul ha accettato di interrompere la propaganda con gli altoparlanti al confine in cambio il Pyongyang ha ritirato il “quasi” stato di guerra dichiarato venerdì scorso. L’accordo è stato siglato a Panmunjom, il piccolo villaggio al confine dove nel 1953 venne firmata la tregua tra i due paesi che tecnicamente sono in guerra dal 1950, non avendo mai siglato un trattato di pace.

In seguito al ferimento di due soldati sudcoreani, Seoul aveva rispolverato una tattica abbandonata bilateralmente nel 2004, quella della propaganda al confine. Si tratta in pratica di un mix di notizie, previsioni meteo e canzoni sudcoreane che hanno l’intento di spingere i militari del nord a disertare. Era stato questo a spingere il nord a dichiarare il “quasi” stato di guerra. Da Pyongyang non sono arrivate delle vere e proprie scuse, è stato manifestato rammarico per l’incidente con le mine, anche se nei giorni scorsi era stata negata ogni responsabilità. A margine delle trattative è stato raggiunto anche un accordo per il ricongiungimento delle famiglie separate dalla guerra nel 1953, andrà implementato nel prossimo autunno e c’è l’auspicio che il dialogo in questo senso venga mantenuto vivo.

La nuova tregua ha preso il via a mezzogiorno (le 4 di mattina in Italia) ed è la conclusione che tutti gli analisti si aspettavano. Queste tensioni sono infatti molto frequenti, secondo molti un modo per la Corea del Nord di lanciare messaggi al mondo occidentale della sua presenza, per altri invece sono la conseguenza dello stretto legame tra Corea del Sud e USA e delle loro frequenti esercitazioni militari congiunte.

10:46 – Secondo quanto riferiscono le agenzie stampa il leader nordcoreano Kim Jong-un ha dichiarato il “quasi stato di guerra” nelle aree di prima linea nel mezzo delle crescenti tensioni con Seul.

L’agenzia Yonhap, della Corea del Sud, riferisce che Seul ha messo in guardia il Nord da altri attacchi all’indomani dello scambio di colpi di artiglieria sul confine occidentale, dichiarandosi “pronti a reagire”.

21 agosto 2015, ore 09:22 – Giovedì sera, stando a quanto riferiscono i media nordcoreani, a Pyongyang si sarebbe tenuta una riunione di emergenza della Commissione militare centrale del Partito dei Lavoratori dopo lo scambio di colpi di artiglieria al confine occidentale con la Corea del Sud.

Negli schermaglie avvenute ieri non sembrano esserci state vittime, nè da una parte nè dall’altra: “l’incidente militare” di ieri sarebbe il più grave fra le due Coree negli ultimi cinque annie segna un nuovo picco di tensione nell’ultima sacca della Guerra Fredda che fa prevedere una escalation nei prossimi giorni.

Sul “casus belli” è stato invece chiarito che i missili nordcoreani non hanno colpito gli altoparlanti, cosa che dimostrerebbe come siano state solo schermaglie di avvertimento: era dal 2004 che Seul non adottava questa tecnica per innervosire il regime nordcoreano.

20 agosto 2015 – Torna a salire la tensione tra le due Coree: Pyongyang alle ore 9 italiane (le 16 locali) ha bombardato un altoparlante dal quale venivano lanciati slogan di propaganda contro la Corea del Nord nella parte sudcoreana della zona demilitarizzata, ma Seul ha risposto subito sparando proiettili da 155 mm verso il territorio nordcoreano e a sua volta il regime di Kim Jong-un ha sparato altri colpi di artiglieria verso Yeoncheon.

Il ministero della Difesa della Corea del Sud ha detto che Pyongyang ha promesso di lanciare altre azioni militari se non cessa la propaganda sudcoreana entro due giorni.

Quello di oggi è stato lo scontro più grave dal 2010 e ha costretto all’evacuazione precauzionale di alcune città che sono vicine alla zona di confine. Intanto la presidenza della Corea del Sud ha convocato una riunione straordinaria e urgente del Consiglio nazionale di sicurezza.

Nella questione è intervenuto anche il ministero degli Esteri russo che ha detto di sperare che nessuna delle due parti superi la “linea di pericolo”.

Negli ultimi giorni i motivi di conflitto tra le due Coree sono da rintracciare da una parte nel fatto che Seul ha cominciato le grandi esercitazioni navali con le truppe statunitensi mandando Pyongyang su tutte le furie e dall’altra parte nell’accusa che Seul fa a Pyongyang di aver posizionato delle mine antiuomo nella zona di confine demilitarizzata ferendo due soldati la scorsa settimana. Gli altoparlanti che la Corea del Nord ha bombardato ripetevano proprio l’accusa per le mine poste da Pyongyang.

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